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Marco Verratti PSG Paris Saint-GermainGetty Images

PSG, Verratti delude ancora: ennesimo appuntamento fallito

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La pessima prestazione offerta ieri contro il Real Madrid, corredata anche dall'ennesima espulsione, è solo l'ultima parentesi di un giocatore che non sembra riuscire ad incidere positivamente nei grandi appuntamenti: Marco Verratti bocciato ancora una volta.

Il centrocampista italiano è stato preso di mira dalla stampa francese, che lo accusa di essere uno dei maggiori responsabili dell'eliminazione parigina: non solo per l'ingenua espulsione, ennesima conferma della poca lucidità mostrata nel corso degli ultimi anni. Verratti ha deluso sotto ogni aspetto nel doppio confronto con le Merengues: troppi errori, anche banali, per un giocatore così dotato dal punto di vista tecnico. 

Sono ben 8 i palloni regalati alle Merengues: troppi in una zona così delicata del campo. 7 i duelli individuali persi in mediana, più di ogni altra partita di Champions giocata nell'attuale stagione. Nel bilancio incidono poi il misero bottino di un solo pallone recuperato ed un solo tiro in porta effettuato.

La storia si ripete: l'ultimo clamoroso flop del regista classe '92 lo avevamo visto purtroppo con la maglia della Nazionale nel playoff mondiale contro la Svezia, quando l'ex Pescara risultò tra i peggiori in campo in assoluto, per poi rimediare un cartellino giallo che lo escluse dal match di ritorno.

Sono addirittura 86 le ammonizioni rimediate in carriera da Verratti con squadre di club in 313 partite, alle quali si aggiungono ben 8 espulsioni, 7 per doppia ammonizione.

Da anni ormai in Francia Verratti viene accusato da molti di essere un giocatore troppo pagato per il rendimento espresso e la trattativa per il rinnovo fino al 2022 a 12 milioni di euro netti a stagione potrebbe non aiutare in questo senso.

Ancora una volta l'immenso talento di Verrati sembra svanire nei palcoscenici più importanti. Il centrocampista del PSG da troppo tempo vive con la costante pressione di chi da un momento all'altro può e deve diventare un campione: ma all'età di 25 anni quel famoso salto di qualità deve ancora arrivare.

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