Era partito male, non riuciva a far goal, ma alla fine Alexandro Pato ha trovato la sua dimensione in Cina, grazie anche ai consigli di Fabio Cannavarro che lo ha convinto in prima persona a sposare il progetto Tianjin Quanjian.
"Essere allenato da un simbolo del calcio come lui è uno stimolo enorme - ha dichiarato il 'Papero' alla 'Gazzetta dello Sport' - Fabio poteva portare qui tanti giocatori, ha scelto me e questo mi riempie d’orgoglio.
Tutti pensano che in Cina sia facile, invece devi imparare tante cose. Però al contrario dell’Europa qui ti danno libertà e tempo. Ho fatto 7 gol in 14 partite, una doppietta e una rete nel derby".
Quando era al Milan, Berlusconi fece di tutto per trattenerlo: "Non andare al Psg non fu una mia scelta. Barbara (Berlusconi, ndr) mi disse che suo padre voleva parlarmi, il presidente mi chiamò mentre facevo colazione e mi disse: “Tu non andrai via, sei il nostro simbolo”. Ho rispettato la sua volontà.
Per Berlusconi ero sempre incedibile, ma un anno dopo andai da lui e lo convinsi. Gli dissi che era per il mio bene. Dovevo ritrovare fiducia nel mio corpo. Qualcuno, anche nel Milan, mi disse che non sarei più riuscito a giocare, ma io sapevo che non era così. Per questo sono tornato in Brasile".
Il Milan è rimasto nel cuore di Pato, ma questo non vuole dire che non accetterebbe un'offerta dall'Inter: "Perché no? Sono un professionista... ", ha risposto sinceramente il brasiliano, che in futuro potrebbe ripercorrere le orme del suo connazionale Ronaldo, tornato in Italia al Milan dopo essere stato un simbolo dell'Inter.




