La Lazio sogna lo Scudetto, solo un punto separa la truppa di Simone Inzaghi dalla Juventus capolista: Marco Parolo ha parlato delle sensazioni a pochi giorni dalla ripartenza all'interno del documentario 'Countdown' in onda su DAZN.
L'obiettivo iniziale era la qualificazione in Champions League, sfumata per due volte consecutivamente nel 2018 e nel 2019: il campo e i risultati hanno detto altro.
"Noi pensavamo di avere tutte le carte in regola per lottare per i primi quattro posti, anche se non eravamo considerati nonostante avessimo vinto la Coppa Italia pochi mesi prima. In questa stagione comunque la nostra idea è sempre stata quella di qualificarci per la Champions League".
La gara pareggiata in rimonta all'Olimpico contro l'Atalanta ha segnato la svolta della stagione a livello emotivo e di consapevolezza nei propri mezzi.
"Nell’intervallo non ci siamo detti granché: poche parole e nessuna discussione accesa, come magari ci si poteva aspettare. Ognuno dentro di sé ha capito che bisognava cambiare non tanto per il bene proprio, ma piuttosto per il bene della squadra. Il rigore del 3-3 di Immobile ha cambiato la stagione. È stata la partita dell’orgoglio, quella che ci ha dato una svolta. Abbiamo avuto una reazione da squadra: di voglia e di caparbietà. Quella fame di vittoria di quel secondo tempo l’abbiamo messa in campo in molte altre partite. Infatti siamo riusciti a vincerne diverse negli ultimi minuti perché ci abbiamo sempre creduto".
Immobile a caccia della Scarpa d'Oro: ora il suo bottino personale dice 27 reti, ma conta di essere incrementato nelle prossime giornate.
"Se per caso il portiere avversario gli para un tiro pare che sia successo un miracolo... Quest’anno sembra impossibile che possa sbagliare".
Dopo il già citato 3-3 contro l'Atalanta sono arrivate 11 vittorie consecutive che hanno proiettato la Lazio ai piani nobilissimi della classifica.
"Dopo ogni partita non c’era mai la gioia massima nello spogliatoio, ma la consapevolezza di aver fatto quello che era nelle nostre possibilità e capacità. Abbiamo capito cosa sbagliavamo prima e abbiamo corretto alcune cose anche a livello di gestione della partita in fase di non possesso. Il mister è stato bravo a farci crescere con il suo staff. Abbiamo centrato una striscia importante per la storia della Lazio che ci ha reso orgogliosi".
I primi pensieri di Scudetto sono sorti in seguito al grande trionfo sulla Juventus, replicato poi anche in finale di Supercoppa Italiana.
"Abbiamo cominciato a pensare alla parola Scudetto, o comunque al fatto di poter lottare per i primi i posti, dopo la vittoria sulla Juventus. Ci ha fatto prendere ancora più consapevolezza di quello che stavamo facendo".
L'Inter è l'ultima squadra ad aver sconfitto la Lazio in campionato: vendetta servita lo scorso 16 febbraio con il successo all'Olimpico firmato da Immobile e Milinkovic-Savic.
"Negli ultimi anni questa squadra aveva messo in luce un difetto: non riuscivamo a vincere contro le grandi. A livello di spogliatoio l’abbiamo presa sul personale. Volevamo dimostrare di potercela giocare e vincere anche contro di loro. La vittoria con l’Inter è stata una vittoria di qualità, spessore e forza".
Milinkovic-Savic si sta confermando a livelli eccezionali: il serbo è, insieme a Luis Alberto, il leader del centrocampo.
"Sergej è in quella fase di carriera in cui dimostri di essere è nel pieno della tua esuberanza fisica. In questa stagione è riuscito ad abbinare le due fasi: quella difensiva e quella offensiva in maniera incredibile. Sta mettendo tutta la sua fisicità nelle due metà campo. È una pedina importante. Si sta ancora completando e penso che abbia margine per poter crescere ancora di più".
La crescita della Lazio va di pari passo con quella di Simone Inzaghi.
"Negli anni è cresciuto e si è evoluto. Non è facile prendere una squadra come la Lazio come prima panchina di Serie A. Nel momento in cui è riuscito a trovare un equilibrio generale ha dimostrato ancora una volta di essere un grande allenatore e un grande gestore di uomini. La sua voglia di buttarsi dentro al gruppo, questa unione che si è creata, è l’immagine più bella che possa avere del mister".



