In campo lo conosciamo come bomber implacabile, incubo delle difese avversarie, ma Lautaro è anche qualcosa di più di un semplice attaccante abituato a timbrare il cartellino con una regolarità impressionante.
Dalla sua ha una grande intelligenza calcistica che lo porta a fare movimenti inaspettati per i difensori, di cui riesce ad anticipare ogni mossa: intelligenza che lo ha sempre contraddistinto fin dai tempi del Racing Club.
Qui ha lavorato per dodici anni la psicologa Cecilia Contarino che, intervistata da 'Mundo Deportivo', ha raccontato le doti intellettive del ragazzo di Bahia Blanca, nettamente al di sopra della media per un ragazzo di quella giovane età.
"Con Lautaro applicai la 'griglia di concentrazione', era la prima volta che un ragazzo manteneva la concentrazione per tutto quel tempo. Di solito accade che si inizia bene per poi peggiorare, Lautaro invece rimase concentrato per l'intera durata del test. Pensai che fosse stato fortunato e gli feci fare anche il 'test di Tolosa', superato brillantemente. Chiamai Fabio Radaelli (lo scopritore di Lautaro) e gli dissi: 'Non so come gioca, ma ha una testa meravigliosa'".
Lautaro riuscì ad ottenere un risultato eccellente che ricalca, tutt'oggi, la straordinaria abilità nel trovare la via del goal attraverso ogni modo possibile.
"La 'griglia di concentrazione' è un grande quadrato diviso in cento quadrati con numeri da 0 a 100, tutti mescolati. L'atleta ha un tempo specifico per unire tutti i numeri con una linea, dal più piccolo al più grande. Fino a 50 non è così complicato, poi diventa tutto più difficile a causa delle strisce che si moltiplicano. Può essere fatto in silenzio o applicando qualche effetto di distrazione.
Concedo ai ragazzi qualche minuto e parlo con loro. Sul campo ci sono molti fattori che distraggono come tifosi, rivali, stanchezza... Un calciatore deve essere in grado di concentrarsi con le distrazioni. Chi chiesi delle cose, lui continuò come se nulla lo avesse disturbato. Ottenne un punteggio di 98 su 100: tra 50 e 70 è normale, per un calciatore di primissimo livello deve essere sopra 70. La cosa sorprendente è che Lautaro fece questo al primo colpo: di solito i ragazzi migliorano solo dopo essersi allenati".

