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Maurizio Sarri NapoliGetty Images

Napoli, fine di un ciclo? Dipende da Sarri, il Chelsea è lì

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Il sogno Scudetto svanisce proprio sul più bello per il Napoli e adesso - con la velocità tipica con cui il calcio macina le proprie vicende - in casa azzurra i pensieri ora sono rivolti a cosa sarà della gioiosa macchina da gioco creata da Maurizio Sarri, che negli ultimi due anni ha portato a superare tutti i record del club in termini di punti, successi e goal.

La verità è che questo Napoli - che con ogni probabilità arriverà secondo, salvo improbabili scivoloni della Juventus negli impegni casalinghi contro Bologna e Verona, oltre che nella trasferta di Roma - ha spinto i propri limiti oltre quello che dicono la sua storia, la sua dimensione, le sue possibilità economiche. E poi c'è il gioco, il vanto di un club che in tutta Europa si è fatto conoscere e apprezzare.

Tutti punti a favore di Sarri, ma paradossalmente anche motivi da parte sua per riflettere seriamente sull'accettare o meno il robusto aumento di stipendio (con contestuale eliminazione della clausola rescissoria da 8 milioni e prolungamento contrattuale fino al 2021) offertogli da De Laurentiis, che da mesi è in pressing sul tecnico. Sarri sa bene che ripetersi su questi livelli sarà molto difficile, se non impossibile, ed allora l'idea di lasciare Napoli al punto più alto possibile è un'opzione presente sul suo tavolo.

Motivazioni in primis dunque, per un allenatore che non ha nascosto anche ultimamente quanto sia legato visceralmente al popolo napoletano, ma nella testa di Sarri c'è anche dell'altro: dalle legittime richieste economiche (ballerebbe ancora mezzo milione tra domanda e offerta, da 3,5 a 4 annui, laddove all'estero sarebbero pronti ad arrivare a 5) alle famose 'garanzie' tecniche, ovvero le scelte in sede di mercato, di conferma e rafforzamento della rosa, per arrivare infine alla chiarezza degli obiettivi da presentare alla piazza, proprio in rapporto al divario nei confronti delle altre big non colmabile col solo gioco.

Si annunciano insomma settimane calde, mentre la lista delle squadre che sarebbero pronte ad accogliere Sarri cresce di giorno in giorno: in Inghilterra è ormai caldissimo l'accostamento col Chelsea che darà il benservito a Conte, ma anche l'Arsenal cerca un nuovo tecnico dopo l'addio a Wenger. In Francia c'è il Monaco, da Russia e Ucraina le nuove piste portano a Zenit San Pietroburgo (che saluterà Mancini) e Shakhtar. Piazze dove i soldi certamente non mancano: basterà per rompere la corrispondenza d'amorosi sensi con Napoli?

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