Lo scorso 13 aprile si è chiusa una storica era per il Milan, passato nelle mani di Yonghong Li dopo 30 anni di presidenza di Silvio Berlusconi, artefice degli ultimi successi dei rossoneri sia in Italia che in Europa.
L'ex patron è stato costretto a vendere la sua creatura attanagliato dai costi sempre più insostenibili, molto più alti rispetto al passato: testimonianza di ciò è anche l'ultimo bilancio, quello relativo all'anno 2016, chiuso con un pesante passivo.
'Calcio e Finanza' ha potuto visionare la bozza del bilancio consolidato del gruppo AC Milan che sarà presa in esame il prossimo 18 maggio durante l'assemblea dei soci che avrà il compito di approvarla.
Perdite pari a 74.9 milioni, nonostante i ricavi siano aumentati: si è passati dai 213.4 milioni del 2015 ai 236.1 del 2016, dato che comprende anche le plusvalenze derivanti dalla vendita di alcuni giocatori e dagli incassi relativi alle gare casalinghe.
3.9 milioni in più dai diritti tv rispetto al 2015, mentre i ricavi dalle sponsorizzazioni hanno subìto una flessione di 4.9 milioni. In diminuizione i costi di produzione e, in merito alla copertura delle perdite, Berlusconi ha effettuato versamenti in conto capitale per complessivi 53,4 milioni. Inoltre il cda del Milan, lo scorso 14 aprile, in coincidenza con il passaggio del controllo a Rossoneri Sport, ha approvato il piano industriale 2017-2020 che prevede il sostegno finanziario del socio.




