A San Siro il Milan ha chiuso il campionato con una netta sconfitta al cospetto della Roma; un ko che è stato salutato al fischio finale dai sonori fischi dei tifosi rossoneri. Fischi che, però, si sono trasformati in convinti applausi quando ha fatto la comparsa fuori dalla panchina Christian Abbiati.
Per il 38enne portiere rossonero, infatti, è stata quella di questa sera la sua ultima presenza a San Siro, seppure solo in panchina visto che il mister rossonero Cristian Brocchi non lo ha mancato in campo. Ma è stata una decisione dettata dalla situazione della partita. "Ho parlato con lui e gli ho detto che dovevo aggiustare la difesa - ha spiegato Brocchi a fine gara - Mi è dispiaciuto non farlo entrare. Ma sono convinto che non siano quei 5 minuti in campo a fare la differenza per un campione come lui".
Così, il saluto reciproco fra la tifoseria rossonera e Abbiati si è manifestato dopo la gara, quando l'estremo difensore, visibilmente commosso, in campo è stato abbracciato dall'applauso di tutto lo stadio e dei compagni di squadra.
"E' una grande emozione - ha affermato Abbiati a Milan Channel - Ringrazio tutti perché sono stati 15 anni stupendi. Ho passato tanti momenti, peccato aver salutato con una sconfitta. Voglio ringraziare i tifosi, pensavo se ne andassero ad un certo punto dallo stadio e invece sono rimasti per salutarmi".
Ripercorrendo la sua carriera, Abbiati ha in mente una parata da considerare la più bella... "E' difficile, ma penso a quella nel derby, quando dopo abbiamo vinto la Champions - ha detto ancora il portiere rossonero - E' sicuramente un bellissimo ricordo".

E lui ha di fatto passato le consegne al giovane Donnarumma quando lo ha preso per mano, portandolo fuori dal gruppo, e indicandolo ai tifosi quale presente e futuro della squadra rossonera. "Lui non ha bisogno di me - ha detto Abbiati - E' un bravissimo ragazzo e un grandissimo portiere. Ho fatto quel gesto per far vedere il vecchio e il giovane, è stato bello. Io un esempio? Quando sono arrivato nel Milan ho avuto come esempi Maldini, Costacurta e Albertini e mi ricordo ancora oggi quello che mi hanno insegnato".
Emozionante è stato anche l'abbraccio di Abbiati a Brocchi, suo grande amico nonchè ex compagno in campo e oggi allenatore. Abbiati potrebbe scendere in campo, almeno per qualche minuto, nella finale di Coppa Italia di sabato prossimo contro la Juventus.
Per il Milan sarà l'ultima spiaggia per conquistare l'accesso alla prossima Europa League, ma è oggi che dopo 15 stagioni vissute in rossonero, seppure non consecutive, ha detto definitivamente addio a San Siro. "E' una partita fondamentale per noi - ha detto ancora Abbiati - E' una gara secca, loro sono forti ma possiamo farcela purché non si metta in campo l'atteggiamento di oggi".

Ai microfoni di 'Premium Sport', poi, Abbiati oltre a ribadire il rammarico per un'ultima partita a San Siro che non è andata come avrebbe voluto, ha parlato anche della decisione di lasciare il calcio... "Sicuramente non l'avevo immaginato così il mio addio - ha detto - Ho preso questa decisione perchè è troppo tempo che non riusciamo a stare in alto, forse sbaglio a fare paragoni con il passato, ma credo sia arrivato il momento giusto per smettere. Adesso mi occuperò di un'altra mia grande passione, le moto".
E sulla deludente stagione... "Se guardiamo abbiamo perso tanti punti con squadre che sono sotto di noi - ha spiegato ancora Abbiati - e quando dovevamo fare il salto di qualità non l'abbiamo fatto. Se è dipeso dalle scelte tecniche? La colpa è di tutti".


