Ieri è stato il turno dell'Inter, oggi toccherà al Milan presentarsi a Nyon dove è in programma un incontro con l'UEFA per il Fair Play Finanziario dopo il primo rifiuto da parte del massimo organo calcistico europeo in merito alla concessione del voluntary agreement presentato dalla società rossonera.
Come riportato da 'Il Corriere della Sera', all'incontro parteciperanno sia l'ad Marco Fassone che il numero due Li Han: sarà presentato un piano triennale abbastanza prudente per quanto concerne gli obiettivi sportivi ed economici, in cui non sarebbe previsto il rientro immediato in Champions League e con ricavi sottostimati.
Sarà un percorso praticamente simile a quello imposto all'Inter, con un deficit massimo di 30 milioni per il primo anno e pareggio di bilancio per gli altri due. Si tratterà di un settlement agreement che verrà concesso dopo le rassicurazioni ricevute dall'UEFA sul rifinanziamento del debito con il fondo Elliott e su una solidità societaria che negli scorsi mesi è stata messa in discussione dopo i tanti dubbi emersi sulle attività del patron Yonghong Li.
Secondo 'Repubblica' infatti, l'uomo d'affari cinese avrebbe trovato i capitali necessari per concludere l'aumento di capitale da 39 milioni(dopo gli 11 già versati) e per rispettare la scadenza di ottobre sui 303 milioni prestati da Elliott, che arrivano a 370 se consideriamo varie spese ed interessi.
Come inevitabile che sia, inizialmente ci saranno delle sanzioni che verranno rese note a fine maggio: ci sarà una multa tra i 10 e i 20 milioni, oltre a limitazioni sul numero dei giocatori che sarà possibile presentare nelle coppe europee.
Potrebbe essere imposto inoltre un tetto al valore totale della rosa: se il Milan volesse schierare in Europa un nuovo acquisto, sarebbe costretta a vendere uno o più giocatori per raggiungere la somma pagata per quel giocatore, altrimenti rimarrebbe fuori dalla lista.



