Finalmente la lista è pronta, tramite scelte difficoltose e che inevitabilmente faranno discutere. Nella serata di ieri, il commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini ha fatto gli ultimi "tagli" tra i convocati per arrivare ai 26 che affronteranno gli Europei. Originariamente le esclusioni dovevano essere due, ma il ct ha deciso di lasciare fuori tre giocatori e di richiamarne uno che aveva iniziato il ritiro con gli azzurri. Quest'ultimo è Giacomo Raspadori del Sassuolo, mentre gli esclusi sono Gianluca Mancini della Roma, Matteo Pessina dell'Atalanta e Matteo Politano del Napoli.
Il ritorno di Raspadori è stata la decisione più sorprendente, ma fino ad un certo punto. Innanzitutto va rimarcato come Mancini sia stato subito colpito dalle doti dell'attaccante, convocandolo in azzurro dopo un ottimo finale di stagione col Sassuolo (5 goal e 2 assist nelle ultime 9 partite).
Inoltre Raspadori aveva lasciato il ritiro della Nazionale maggiore per raggiungere l'Under 21, con cui ha affrontato gli Europei di categoria uscendo ai quarti di finale per mano del Portogallo. La prematura eliminazione degli azzurrini e la duttilità tattica del giocatore, in grado di giocare sia come prima punta che come attaccante esterno, hanno spinto Mancini ad inserirlo nei magnifici 26.
A fronte del reintegro di Raspadori, ci sono tre ragazzi che non faranno parte della spedizione azzurra. In difesa il ballottaggio era fra Mancini e RafaelToloi, vinto in extremis dall'atalantino.
Il giocatore è stato tra gli ultimi convocati del ct, è un elemento di esperienza e all'occorrenza può giocare anche da terzino destro "bloccato" (con il dirimpettaio Spinazzola a scorrazzare sull'altra corsia). Una varietà tattica che evidentemente ha spinto Mancini a preferirlo al suo omonimo romanista, chiuso da altri compagni sia nel ruolo di centrale difensivo che di centrocampista.
Il centrocampo è stato il reparto più dibattuto in questi giorni, per via della precaria condizione di alcuni giocatori. Tra i più a rischio Stefano Sensi, alle prese con problemi fisici che ne hanno condizionato l'intera stagione. Mancini però ne ha apprezzato i miglioramenti degli ultimi giorni e, ritenendolo un elemento chiave della sua Nazionale fin dai primi tempi del suo mandato, ha deciso di convocarlo.
L'interista sarà l'alternativa a Jorginho per il ruolo di regista, con Cristante come ulteriore elemento per quella zona di campo. Questa scelta, oltre a contribuire all'esclusione di Mancini, ha portato a "tagliare" Pessina: di caratteristiche più offensive e ritenuto meno essenziale sul piano tattico.
Anche per quanto riguarda l'attacco, Mancini ha puntato sui fedelissimi includendo tra questi Federico Bernardeschi. Il giocatore, nonostante un'annata non esaltante alla Juventus, è stato difeso a spada tratta dal ct già dopo l'amichevole contro San Marino di qualche giorno fa:
Con la conferma di Bernardeschi e il ritorno di Raspadori, nome in avanti doveva inevitabilmente "saltare". La scelta è ricaduta su Politano, ovvero il meno utilizzato tra gli attaccanti presenti durante il mandato manciniano. All'esterno offensivo del Napoli non è bastata la doppietta a San Marino nell'ultima amichevole, così come i 12 goal realizzati tra tutte le competizioni in stagione con i partenopei."Federico ha sempre fatto bene qui, è uno di quei ragazzi che ci ha aiutato a qualificarci. È una certezza".

