Brutta disavventura per la Lazio: secondo quanto riporta 'Il Tempo', il club biancoceleste sarebbe stato vittima della truffa messa in atto nel 2014 da degli hackers informatici.
Secondo la ricostruzione del quotidiano romano, che fa riferimento a fonti della magistratura, alcuni hackers sarebbero riusciti a dirottare su un altro conto i 2 milioni di euro dell'ultima rata di De Vrij (pagato complessivamente 8 milioni) da versare al Feyenoord.
Il tutto con un espediente: gli hackers avrebbero inviato una mail al club capitolino, indicando la stessa banca alla quale erano state inviate le precedenti rate, ma con un IBAN diverso.
La truffa sarebbe stata ideata alla perfezione, visto che la mail era del tutto identica a quelle originali del club olandese e riporterebbe lo stesso logo della società di Rotterdam.
Tanto che, secondo quanto scrive sempre 'Il Tempo', il sostituto procuratore Edmundo De Gregorio ha aperto un fasciscolo sulla vicenda. In base a quanto riferito al quotidiano romano da fonti della magistratura, gli inquirenti sospetterebbero della presenza di una talpa all'interno del club olandese.
Sempre gli inquirenti sarebbero riusciti a risalire al conto corrente nel quale sono stati versati i 2 milioni. Ora per concludere le indagini si attende la rogatoria internazionale, un atto necessario per capire se quella mail capace di sovrapporsi nel dialogo intercorso tra la Capitale e Rotterdam possa essere stata inviata da un computer nelle disponibilità di qualcuno vicino al Feyenoord, e se quindi effettivamente ci sia questa talpa che ha danneggiato entrambi i club.
I magistrati comunque non vogliono tralasciare al momento alcuna pista e non escludono che ad architettare l'astuto raggiro possa essere anche una persona esterna. Oltre al responso della rogatoria, la Lazio attende anche quello ulteriore del Centro di Eccellenza Arbitrale dell'UEFA, a Nyon, chiamato a dirimere la diatriba fra le due società, con il Feyenoord che ritiene non saldata la somma che era stata pattuita per De Vrij.




