Vi ricordate Antonio Langella? Soprattutto con la maglia del Cagliari, dal 2002 al 2007, dimostrò di essere uno dei migliori esterni della nostra Serie A all'epoca.
Si è ritirato nel 2011, e nel corso di un'intervista a 'Centotrentuno.com' ha raccontato parecchi aneddoti della sua carriera. Si parte dal rapporto con Giampiero Ventura, le sue non sono certo parole dolci.
"Io sono uno che dice le cose in faccia, se devo dirti 'coglione' te lo dico in faccia e finisce lì. Ventura è l'opposto, non sopportava questo mio modo di essere. Quando mi doveva dire qualcosa, me lo mandava a dire attraverso altri. È un bravo allenatore, nulla da dire, ma per come si è comportato con me, come uomo vale zero. E credo che lo abbia dimostrato anche quando ha portato la Nazionale per la prima volta dopo tanti anni a non andare ai Mondiali. Quando mi richiamò per giocare a Bari non volevo crederci. Comunque ci siamo parlati e sembrava che le vecchie ruggini fossero messe da parte. Invece fu peggio che a Cagliari".
Da Ventura si passa alla Nazionale: con la maglia azzurra mise insieme tre presenze, ma ci fu un episodio nella sua carriera che secondo lui lo portò a non partecipare ai Mondiali del 2010.
"In Nazionale ho esordito a Cagliari nel giorno in cui fu ritirata la maglia di Gigi Riva, fu davvero emozionante. La seconda partita la giocai contro l'Ecuador nella tournée negli Stati Uniti a New York. Mi procurai anche un rigore e volevo batterlo, ma Cristiano Lucarelli mi tolse il pallone dalle mani. Poi lo sbagliò... Io gli avevo offerto anche l'assist. Poi arrivò Giampaolo che voleva farmi giocare a destra e non mi trovavo, e persi la possibilità di andare al Mondiale 2010".
Infine Langella fa due nomi: il giocatore in cui si rivede di più adesso e l'avversario più difficile mai affrontato.
"Il calcio rispetto ai miei tempi è cambiato, ma se devo dire un giocatore che mi assomiglia, lo dicevo un po' di tempo fa con i miei amici, è Theo Hernández del Milan. Mi rivedo in lui, nella corsa, nel tiro, nel modo di calciare. L'avversario più difficile che ho affrontato era Stam. Era grosso ma anche molto veloce, davvero impressionante, difficilmente riuscivi a saltarlo".

