Polemiche, proteste in campo e fuori, errori da parte degli arbitri. Ma, nel complesso, il primo storico campionato di Serie A disputato grazie all'utilizzo del VAR è stato un successo, come annuncia la Lega di Serie A per mezzo di una serie di statistiche.
Il risultato ottenuto, come si legge in un comunicato, "va oltre le aspettative. 397 partite (tra Serie A e Coppa Italia, ndr), 2023 check, 117 correzioni arbitrali. Un intervento ogni 3.39 partite. Minima interferenza per il massimo beneficio come auspicato ad inizio progetto. La percentuale di errori arbitrali sarebbe stata del 5,78% senza VAR. Con l’utilizzo del sistema VAR la percentuale degli errori arbitrali scende al 0.89%".
I rigori concessi o revocati grazie all'ausilio del VAR, sempre contando campionato e Coppa Italia, sono stati 59 su 538. I goal annullati o concessi dopo un primo annullamento, 42 su 1060. I cartellini rossi estratti, infine, 16 su 407.
Getty ImagesInsomma, un successone, nonostante le perplessità di tutti coloro - non pochi - che hanno sempre guardato alla tecnologia nel calcio con sospetto. Tanto che, prosegue il comunicato della Lega, "il progetto VAR italiano è diventato il punto di riferimento e di interesse per tutte le organizzazioni internazionali in termini di sviluppo e risorse".
Menzione particolare ai sovente contestati arbitri del massimo campionato, che "hanno dimostrato un alto livello di professionalità e serietà nell’implementazione di un progetto complesso e nuovo che fisiologicamente richiede tempo ed esperienza per il suo utilizzo".
Certo, i dettagli da migliorare non mancano. A partire dall'area tecnologica, e in particolare da un sistema audio che ha presentato qualche disfunzionalità nella comunicazione, per proseguire con una maggiore uniformità d'intervento da parte dei direttori di gara. In ogni caso, però, buona la prima.


