La sveglia è suonata, ora tocca a Morata uscire dal letargo e tornare il bomber ammirato da febbraio a giugno del 2015. Non bastassero infatti i richiami di Allegri anche il Ct della Spagna, Vicente Del Bosque, in esclusiva per noi di Goal ha messo in guardia l'attaccante: "Non gioca così tanti minuti, non così tanti come l’anno scorso. Se ciò può danneggiarlo? Ovviamente sì. Dobbiamo guardare all’Europeo, al futuro immediato, non al futuro remoto".
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Troppo poche, insomma, quindici presenze su ventisette partite da titolare e troppo pochi soprattutto i tre goal realizzati fin qui tra campionato e Champions per essere sicuro di imbarcarsi sull'aereo che la prossima estate porterà le Furie Rosse a Francia 2016.
Le occasioni per rilanciarsi, comunque, da oggi a quel momento non mancheranno di certo a partire da stasera quando Morata verrà schierato dal 1' nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro l'Inter.
"Ma se ha troppi pensieri veda di toglierseli velocemente dalla testa, perché è giovane, deve essere libero, incosciente. Detto questo, io lo vedo in crescita. Domenica contro la Roma, per esempio, ha fatto bene quando è entrato in campo a dieci minuti dalla fine: non era semplice trovare subito le giuste misure. Gli manca solo il goal, arriverà presto", ha dichiarato a tal riguardo in conferenza Allegri sempre a metà tra il bastone e la carota.
L'Inter, peraltro, a Morata porta alla mente ricordi piacevoli dato che lo scorso maggio fu proprio lui il trascinatore nella vittoria ottenuta dalla Juventus a 'San Siro' grazie alla prestazione da incorniciare condita dal goal del definitivo 1-2.
GoalLa speranza di Morata e della Juventus, insomma, è che esattamente come accaduto l'anno scorso Morata si risvegli proprio tra febbraio e marzo, mesi decisivi non solo in campionato ma soprattutto in Champions dove lo spagnolo fu determinante a suon di goal.
In caso contrario, ovviamente, ritrovare la titolarità perduta invece diventerebbe parecchio complicato per Morata specie considerando l'ottimo rendimento della coppia Dybala-Mandzukic, attualmente a dir poco inamovibile, e senza dimenticare l'esplosione di Zaza che quando è stato chiamato in causa fin qui ha risposto sempre presente. Eccome.



