CR7, la Joya e Don Rodrigo. Non c'è dubbio che uno dei protagonisti principali nella cavalcata della Juventus verso il nono scudetto consecutivo sia stato un po' a sorpresa Bentancur.
Il ragazzino appena diciottenne opzionato da Marotta e Paratici nell'estate del 2015 dal Boca Juniors durante l'affare Tevez e sbarcato a Torino due anni più tardi, è finalmente diventato grande. Anzi, intoccabile.
E dire che la scorsa estate, dopo gli arrivi a parametro zero di Ramsey e Rabiot, Bentancur sembrava destinato a recitare un ruolo di comprimario nel centrocampo bianconero chiuso pure dal titolarissimo Pjanic oltre che dagli esperti Khedira e Matuidi.
Sensazione confermata dalle prime due partite di campionato quando Bentancur resta seduto in panchina per 90' contro Parma e Fiorentina.
I continui problemi fisici di Khedira e Ramsey, uniti alle difficoltà di ambientamento del francese Rabiot però regaleranno la grande occasione a Don Rodrigo che col passare dei mesi scala le gerarchie e diventa presto un fedelissimo di Sarri. Regista o mezzala d'altronde non fa differenza per l'uruguaiano, che abbina qualità e quantità come nessun altro dei compagni di reparto.
Bentancur inoltre è sempre il primo ad alzare la pressione della metà campo avversaria, ma in questa stagione è anche molto cresciuto a livello tecnico-tattico riuscendo a limitare pure la foga agonistica che lo aveva spesso limitato in passato.
Il tutto abbinato a un carattere quasi schivo, come dimostra lo scarso utilizzo dei social. Una vera e propria rarità per un calciatore di soli 23 anni. Bentancur inoltre anche durante l'emergenza sanitaria è stato uno dei pochi stranieri della Juventus a non lasciare l'Italia preferendo restare ad allenarsi a Torino.
"Ho deciso di rimanere, poi non si sapeva cosa sarebbe potuto succedere. Ho fatto la quarantena con la mia fidanzata e una coppia di amici, che mi aveva fatto visita pochi giorni prima del lockdown. Mi sono allenato e ho guardato qualche serie tv, ho visto anche The Last Dance. Non mi piace molto pubblicare cose sui social, sono una persona tranquilla e riservata e così anche la mia fidanzata.Mio zio che è il mio preparatore, mi ha "ucciso", ho fatto 70 allenamenti in 50 giorni".
Da fine gennaio in poi così Don Rodrigo non ha più mollato la maglia da titolare mentre intorno a lui ruotavano tutti gli altri: da Ramsey a Rabiot, da Pjanic a Matuidi mentre Emre Can è stato addirittura scaricato al Borussia Dortmund senza troppi rimpianti.
Bentancur insomma ha letteralmente conquistato Sarri, che dopo Natale e la squalifica post Supercoppa Italiana non ha mai rinunciato al suo numero 30, concedendogli finalmente un turno di riposo solo nell'ultima gara contro la Sampdoria.
"Rodrigo è un giocatore ancora giovane ma già forte. Centrocampista totale con ottima fase di interdizione, capacità di palleggio per giocare vertice basso davanti alla difesa. Capacità di dinamismo di alto livello per giocare da interno. Gli manca solo la capacità di inserimento e di andare in goal. Questo ragazzo ci sta dando molto".
Bentancur insomma è ormai un punto fermo anche per il futuro, quando probabilmente toccherà proprio a lui raccogliere l'eredità di Pjanic. Sempre che dal mercato non arrivi in regalo un altro regista per Sarri, che intanto aspetta Arthur. Una cosa però è ormai certa: Don Rodrigo là in mezzo non si tocca.


