Squadra che vince non si cambia, e se una squadra vince nella maniera convincente con cui l'Italia ha battuto il Belgio, è logico che non ci si possano aspettare grandi cambiamenti in occasione della prossima sfida azzurra: quella che Buffon e compagni disputeranno domani, alle 15, contro la Svezia.
Di fronte allo spauracchio Ibrahimovic, colui che ci eliminò 12 anni fa col famoso colpo di tacco di Oporto, dovrebbe insomma vedersi la stessa formazione scesa in campo lunedì sera a Lione. O quasi, perché uno o due cambiamenti ci saranno: è particolarmente caldo Mattia De Sciglio, ad esempio, entrato nella ripresa contro i belgi e andato a piazzarsi sulla fascia sinistra del 3-5-2 di Conte.
Il terzino del Milan ha sorpreso in positivo, lunedì: non si è fatto prendere dall'ansia, ha giocato con semplicità e ha regalato maggior stabilità a una squadra che, con un Matteo Darmian stranamente fuori partita e impreciso, in quella zona di campo, aveva sofferto parecchio. Domani, e questo è quasi sicuro, toccherà a lui.
GettyL'altro elemento che spera di entrare nell'undici titolare che sfiderà la Svezia è Alessandro Florenzi: il tuttofare della Roma ha dalla sua una polivalenza che in pochi hanno, e così Conte sta pensando se schierarlo al posto di Giaccherini o Parolo, due che contro il Belgio hanno corso per quattro. Anche se è "rischiare", per il medesimo motivo, è pure Candreva.
Per il resto, è altamente improbabile che Conte tocchi uno schieramento e un undici che gli hanno dato ampie garanzie. A meno che il ct non decida di approfondire l'ipotesi di affidarsi a un turnover abbastanza sostanzioso: in questo senso sperano El Shaarawy (per Darmian), Insigne (per Eder) e Zaza (per il recuperato Pellè). Ma un loro impiego appare poco probabile.

