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HD Alvaro Morata JuventusGetty Images

Italia-Spagna, quanti incroci: Morata sfida il passato

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Quando gioca la Nazionale c'è sempre l'alto rischio di aprire una ferita, una di quelle grosse e difficilmente rimarginabili, sul cuore del tifoso italiano. È scontato, forse, e di esempi ce ne sono a bizzeffe; da Byron Moreno al rigore di Roberto Baggio ad USA '94 passando per Italia-Francia, fate voi quale. E l'amaro in bocca è doppio se coinvolto, nel bene o nel male, c'è qualche giocatore della squadra del cuore: lì si comincia a sperare che non ci faccia male se gioca dall'altra parte, che non sbagli nel momento decisivo se ha addosso quella Azzurra. Tutte sensazioni già provate.

Non spesso capita di provarle insieme, quasi mai pensiamo a cosa succede invece a chi quelle emozioni ce le fa provare, a chi le vive. Sarà una di quelle occasioni lunedì durante Italia-Spagna. Gli ottavi di finale non sono stati benevoli negli incroci, forse per entrambe, ma saranno una vera tortura per ogni tifoso italiano, figuriamoci per uno juventino. Perché a cercare di vituperare la tanto osannata difesa “italo-bianconera” sarà probabilmente Alvaro Morata che proprio nei giorni recenti ha detto addio ai colori bianconeri.

Una classica partita nelle partite, con tanto in palio per tutti e la consapevolezza che qualcuno scontento inevitabilmente ne uscirà. Era grossomodo questo blocco-Juve, l'ultima volta che abbiamo incrociato la Spagna quando contava, Morata aleggiava ancora nel giro delle Nazionali giovanili. Stavolta invece quello stesso poker, che finora è stato d'assi, ossia Barzagli, Bonucci, Chiellini e Buffon, dovrà tentare di arginare l'impetuoso spagnolo, compagno di squadra e di trionfi degli ultimi due anni.

HD Alvaro Morata JuventusGetty Images

93 presenze in maglia bianconera per Alvaro Morata in queste due stagioni, inevitabilmente quasi tutte in convivenza con i Fantastici 4 di Conte che valgono uguale anche per Allegri; e ha vinto 2 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e sfiorato la Champions League, perdendo in finale con il Barcellona pur avendo segnato. Quasi un segno del destino, da rivale predestinato, lui canterano doc. E a proposito di gol pesanti: Morata ne ha segnati 27 sotto la Mole, molti appunto nei momenti importanti (chiedere proprio al ovile Real Madrid, matato dal figliol prodigo), chissà quanti tante volte provati e riprovati in allenamento proprio contro quei 4. El Ariete sembra particolarmente in palla in questi Europei, 3 gol segnati in altrettante apparizioni e la sensazione che sia l'unica, vera arma a disposizione di Del Bosque come attaccante di razza.

Dall'altra parte c'è una difesa virtualmente impenetrabile (il gol subito con l'Irlanda era con solo Barzagli e Bonucci presenti), sicuramente la parte più soldi e quella su cui poggia l'intero sistema contiano. E se vogliamo la lettura più banale e immediata che si può dare alla partita di lunedì andrà a maggior ragione a pesare sulla retroguardia azzurra, consci che l'Italia giocherà di rimessa. Allora il compito della BBC (+ Buffon) è quello di tarpare le ali per primo a Morata, facendo attenzione alle mille possibilità di infilata che la Spagna si offre tra i suoi vari interpreti. Non sarà un compito affatto facile per i tre difensori, per giunta diffidati ma che certo in questa partita non potranno fare calcoli e dovranno mettere il piede dove e quanto servirà, con l'aiuto che dovrà arrivare giocoforza dal centrocampo.

Insomma, la partita nella partita per Morata come per Barzagli, Bonucci, Chiellini e Buffon, col compito per tutti di non aggravare la ferita che ci sarà. Sperando che l'ormai ex Juventus, che ha salutato i tifosi bianconeri con una lettera strappalacrime, si riveli impalpabile.

I giornalisti di Goal sono muniti di Samsung Galaxy S7 e Gear 360

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