Un inizio peggiore non poteva esserci per l'Inter. Un punto in due partite e un umore più nero che azzurro attorno alla squadra di Luciano Spalletti. Il tecnico toscano dovrà adesso dare serenità e certezze al suo gruppo, come fatto con successo lo scorso anno.
Lunedì mattina è stato annullato il giorno di riposo e la squadra si è trovata ad Appiano Gentile nella tarda mattinata. Lungo confronto tra i giocatori ed il tecnico, tante parole e soprattutto un grosso interrogativo: dove sono finite le certezze che l'Inter aveva costruito con tanta fatica nello scorso campionato?
A Luciano Spalletti non resta che proseguire con il suo lavoro, potendo contare su un'arma in più da non sottovalutare: Radja Nainggolan. In una squadra che si fa rimontare due goal dal Torino dopo un primo tempo dominato c'è una lacuna evidente dal punto di vista del carattere, l'ex centrocampista della Roma, prima ancora che tatticamente, sembra perfetto proprio per migliorare questo aspetto mentale.
Nonostante fosse in panchina, Spalletti ha deciso di non rischiare Nainggolan nel secondo tempo contro il Torino, preservandolo per la prossima gara contro il Bologna (sabato pomeriggio alle 18).

Sì, ma come usare il belga? Sicuramente l'allenatore dell'Inter sa valorizzare al massimo le sue potenzialità, ma bisognerà capire il modulo base dei nerazzurri. Se la difesa resterà a tre, sarà probabilmente Politano a fare posto a Nainggolan, con lui e Perisic a supporto di Icardi nel 3-4-2-1 visto già contro il Torino.
Se dovesse tornare il modulo della scorsa stagione, il 4-2-3-1, sarà un difensore ad uscire dai titolari, con Politano, Nainggolan e Perisic alle spalle di Icardi. Altre varianti tattiche? Difficilmente sarà provato un nuovo schema, anche perché di confusione l'Inter non ha bisogno e le poche certezze che ci sono dovranno essere cavalcate.
Al netto del ritorno di Nainggolan, si ci attende anche una ritrovata condizione fisica da parte dei croati (per ultimi reduci dal Mondiale) Brozovic, Vrsaljko e Perisic. Insomma, Spalletti chiede pazienza, sa di avere in mano le carte per poter vincere la scommessa, ma il tempo per gli errori è già finito.




