Fischi assordanti e nulla più: così il pubblico del 'Meazza' ha accompagnato l'uscita dal campo di Antonio Candreva durante l'ultimo match disputato e vinto dall'Inter contro il Genoa, occasione in cui i nerazzurri non hanno espresso un gioco fluido e spettacolare, tutt'altro.
L'ex Lazio è rimasto in campo per un'ora prima di essere sostituito da Eder: e proprio l'ingresso dell'italo-brasiliano ha dato maggiore vivacità ed imprevedibilità alla manovra d'attacco interista, culminata con la rete decisiva realizzata da D'Ambrosio nel finale sugli sviluppi di un calcio d'angolo.
Una giornata da dimenticare per Candreva, forse la peggiore da quando indossa la maglia dell'Inter: ora sembra essere diventato lui l' 'erede' di Ranocchia, uno dei giocatori che gran parte dei tifosi nerazzurri hanno eletto a capro espiatorio dei momenti più negativi.
Non è difficile però immaginare cosa pensi Spalletti a riguardo: il tecnico toscano ha già dimostrato di mettere al primo posto la salvaguardia dei suoi giocatori, come ad esempio già fatto proprio con Ranocchia durante il ritiro di Riscone di Brunico, quando rispose per le rime ad un tifoso che criticò aspramente il difensore dagli spalti.
Stessa situazione prevedibile anche per Candreva, il quale potrebbe essere rigenerato nel ruolo di trequartista. Un'idea che al diretto interessato non dispiace, come confermato ai microfoni di 'Sky Sport' e 'Premium Sport': "E' una posizione del campo in cui ho già avuto modo di giocare, non ci sarebbero problemi".
I fischi passano in secondo piano: "Ci sono momenti positivi ed altri negativi, l'importante è lavorare sempre al massimo delle proprie possibilità e rispondere sul campo. Tutti devono temere l'Inter, siamo una grande squadra e vogliamo lasciare la nostra impronta. Derby col Milan? Per pensare a quello c'è tempo, ora spazio al Benevento".

