Mbaye Niang è maturato con Vincenzo Montella. Forse. Niang è continuo nelle sue prestazioni sotto l'allenatore napoletano. No. Da tempo immemore oramai il francese non offre una buona prestazione con il MIlan, indolente, impreciso, svogliato sopratutto in caso di ingresso dalla panchina.
Logo Juventus, furia tifosi: "E' uno scherzo?"
Squalificato in Coppa Italia, in panchina a Doha, Niang è partito titolare solamente tre volte da fine novembre: da inamovibile è scivolato nella gerarchia del Milan, causa prestazioni deludenti e caos rigori. Già, i rigori: la gara di metà dicembre contro la Roma poteva risollevare il francese, piombato nel buio dopo il nuovo errore dal dischetto.
Contro il Torino, nel 2-2 in rimonta, Niang è entrato in campo senza grinta, senza sacrificarsi per la squadra: più fresco degli altri, sembrava di fatto in campo da più di novanta minuti, lento nell'inseguire gli avversari. Come ovvio a fine gara Montella non è stato certo tenero.
"Niang? Mi sono arrabbiato, se avesse chiuso l’azione come volevo chissà… Deve fare di più, deve impegnarsi di più, niente complimenti per lui dopo questa gara" le parole di Montella dopo il 2-2 di Torino. Sui social tifosi imbufaliti per la prestazione del francese, accusato di scarso impegno.
Diverse squadre seguono Niang e di fatto potrebbe partire, considerando come lo stesso Montella abbia fatto capire a più riprese che nessuno lì davanti è incedibile. La trattativa Deulofeu va avanti, necessaria per un cambio in attacco: senza nessun arrivo il francese proverà a riscattarsi in rossonero.
Di fatto in sei occasioni NIang è entrato in un'azione da goal, con tre assist e tre reti: il tutto però tra agosto e metà ottobre, quando controbuì al 3-1 al Chievo con un goal. Da lì qualche buona prestazione e tante delusioni, su tutti i rigori consecutuvi sbagliati contro Crotone e Roma.
Gennaio sarà decisivo per Niang: addio oppure permanenza e obbligo di riscatto. Non inteso come calciomercato, ma come rinascita. O prima nascita.

