Nemmeno 12 punti nelle prime 8 giornate, che in realtà per il Genoa sono 7 mancando ancora all'appello l'esordio in casa del Milan, sono serviti per salvare il posto a Davide Ballardini. Il presidente Preziosi, uno Zamparini in salsa rossoblù, ha colpito ancora: via il tecnico romagnolo, riecco Ivan Juric.
Eppure, tutto si può dire tranne che sia una sorpresa assoluta. Non lo è per il Genoa e per il suo patron, come detto, ormai abituati agli scossoni della panchina. E non lo è nemmeno per il povero Ballardini, ancor più abituato - e da tempo - a vedere interrotto il proprio lavoro, così come a iniziarne uno in corso d'opera.
Scorrendo il suo curriculum, infatti, viene alla luce un dato quasi incredibile: dal 2005/06, ovvero dalla sua seconda stagione da allenatore di una prima squadra, Ballardini non è mai riuscito a disputare una stagione intera in panchina. Quando ha allenato in A o in B, o è stato chiamato a stagione in corso per rimettere assieme qualche coccio oppure è stato esonerato. 13 anni tra prima e seconda serie, delle quali nessuno completo: se non è un record, poco ci manca.
E dire che la sua carriera di allenatore, dopo gli anni nelle giovanili di Milan e Parma, era pure iniziata con il piede giusto: nel 2004/05, appena quarantenne, Ballardini porta la Sambenedettese ai playoff di C1, perdendo in semifinale contro il Napoli. Eccola la sua unica stagione intera, quella che gli consente di farsi notare da Massimo Cellino, altro presidente Zamparini style ma altrettanto bravo nello scoprire talenti della panchina (Max Allegri su tutti).
Getty ImagesI problemi di Ballardini nascono proprio lì, a Cagliari: 9 partite di campionato, nemmeno lo straccio di una vittoria ed ecco il primo esonero della carriera. Ne arriverà un secondo l'anno dopo, a Pescara. Quindi due stagioni da subentrato, nuovamente al Cagliari e poi al Palermo, prima della grande chance: la Lazio (2009/10). Che si conclude male, con l'ennesimo esonero, dopo la grande gioia della Supercoppa Italiana alzata a Pechino contro l'Inter.
Altro giro, altra stagione iniziata dopo qualche mese dal via: al Genoa, nel 2010/11, al posto di Gasperini. Ballardini si ripete l'anno dopo, di nuovo al Cagliari, subentrando a Ficcadenti, ma la storia non cambia: via a marzo. Ancora Genoa nel 2012/13 in luogo di Gigi Delneri, poi Bologna (2013/14) per Pioli, prima dell'anno più pirotecnico: 2015/16, quando Zamparini lo richiama a Palermo a settembre, lo licenzia il 6 gennaio, lo trattiene per il mancato accordo con Iachini e lo esonera 5 giorni più tardi.
Distacco definitivo? Macché: ad aprile rieccolo in sella al Barbera per condurre il Palermo alla salvezza. I celeberrimi problemi di spogliatoio con Sorrentino e gli altri senatori sono dimenticati, almeno all'apparenza. Ma Ballardini non fa nemmeno in tempo a iniziare il campionato successivo che Zamparini fa... lo Zamparini, cacciandolo dopo appena due giornate e rimpiazzandolo con De Zerbi nel settembre del 2016.
E siamo ai giorni nostri: nel novembre del 2017 il Genoa si affida per la terza volta a Ballardini, che lo conduce alla salvezza, ma non resiste alla tentazione di tornare all'antico e celebra il terzo matrimonio con Juric. Un tourbillon di amari esoneri e frettolosi richiami da far girare la testa. Dove andrà in scena la prossima puntata?




