Nella patria del pareggio inteso come “piccolo passo verso la salvezza”, dello 0-0 come risultato di cui non vergognarsi e anzi sul quale costruire, in assenza di altri mezzi, una stagione di successo, si sta assistendo a una clamorosa e significativa inversione di tendenza. Guardando alle partite già giocate nei principali campionati europei, la Serie A è il torneo che ha fatto registrare il minor numero di pareggi: 39 su 196 partite sin qui giocati, il 19,9%.
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Un dato bassissimo se confrontato con gli altri grandi tornei, dove ci si assesta mediamente intorno al 25%, con il picco verso l’alto della Liga (27,53%) e quello verso l’alto della Premier League (22,38%). Addirittura, un campionato come la Eredivisie, tradizionalmente libero da tatticismi e concettualmente offensivo per definizione, fa registrare il 30,25%, quasi un pareggio ogni tre gare.

La tendenza di questo campionato di Serie A è anomala anche in rapporto alla tendenza del recente passato: lo scorso anno terminarono in parità il 25% delle partite giocate, e alla 20^ giornata il dato era del 23%, più basso ma sempre entro determinati limiti. Dopo oltre 20 anni, in Italia finalmente i tre punti a vittoria hanno cambiato mentalità alle squadre? Vero, ma solo fino a un certo punto: diciamo che il contesto fa la sua parte.
In un campionato dove la lotta salvezza è limitata a pochissime squadre, e in alto l’elite che lotta per un posto in Europa marcia a ritmi insostenibili per chiunque abbia poco più di tiepide velleità, c’è l’ormai arcinota fascia di mezzo che gioca con più leggerezza, senza calcoli nè traguardi da raggiungere. Ne deriva una mentalità diversa, dove una vittoria e una sconfitta valgono più di due pareggi: fatto matematico e lapalissiano, ma che non aveva mai trovato applicazione pratica come in questa Serie A.
Tuttavia, si tratta di un ragionamento fine a se stesso, specchio di una competizione priva di stimoli per tante, troppe squadre. Il fatto che in Serie B – dove tutte sono ancora in corsa teorica per un obiettivo - la percentuale di pareggi sia del 36,36% testimonia che qualche pareggio in più, guardando il bicchiere mezzo pieno, sarebbe indice di più squadre motivate e in definitiva di un campionato più vivo.

