Il Taranto è in vendita: "Un euro per il 90%"

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Il Taranto è stato messo ufficialmente in vendita con un comunicato provocatorio: "Non c'è la fiducia dei tifosi, il 90% delle quote costerà 1 euro".

La scorsa stagione è arrivata un'inaspettata retrocessione in Serie D dopo l'ultimo posto nel girone C di Lega Pro, risultato che ha creato il malumore perdurante dei tifosi: il Taranto ripartirà dunque dai dilettanti la prossima stagione, anche se le certezze ad oggi sembrano mancare, soprattutto a livello societario.

Il club ha infatti annunciato con un comunicato la sua messa in vendita: "Preso atto del perdurare del clima di mancanza di fiducia nei loro confronti da parte di alcune variegate espressioni dei tifosi tarantini, ritenendo avviato positivamente il percorso di normalità per garantire la prosecuzione del Calcio a Taranto, scongiurando in tal modo e, responsabilmente, il pericolo  di stagioni estive connotate calcisticamente da precarietà e crisi societarie annuali, ricorrenti fino al luglio 2015, comunicano che è loro intendimento disimpegnarsi dalla gestione del Taranto FC 1927 srl qualora si proponesse un soggetto interessato credibile, in grado di presentare reali e certe garanzie morali e di solvibilità economica a mezzo di fidejussione bancaria".

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Il prezzo d'acquisizione è irrisorio ma allo stesso tempo provocatorio: "Pertanto, chi fosse interessato a subentrare nella loro posizione societaria potrà acquisire il 90% delle quote da essi possedute al costo di €. 1,00, fornendo contestuali garanzie concrete relativamente al rispetto ed all’osservanza degli impegni tecnici, contrattuali ed economici già assunti dalla predetta Società".

"A tal fine, - continua il comunicato - gli eventuali soggetti interessati a rilevare il 90% delle quote societarie, dovranno contattare i soci Zelatore e Bongiovanni entro e non oltre le ore 13:00 del 6 agosto 2017 all’indirizzo di posta elettronica presidenza@taranto fc.it".

Una notizia che rischia di complicare ulteriormente i piani di rilancio di una società assente da ormai troppi anni dal calcio che conta, costretta a navigare nelle serie minori nonostante un bacino d'utenza di tutto rispetto.

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