Le vittorie della Juventus nascono (anche) in cucina. Ormai da sette anni infatti i bianconeri si affidano a Matteo Pincella, nutrizionista biologo che lavora pure con la Nazionale italiana.
L'ultima trovata di Pincella, come rivelato da lui stesso a 'La Repubblica', è quella di inviare ogni sera uno chef a casa dei giocatori su richiesta per preparare loro la cena più adatta alle rispettive esigenze.
"Ormai colazione e pranzo li facciamo sempre insieme tra allenamenti e partite. I benefici sono stati avvertiti e hanno cominciato a chiederci un aiuto anche per la cena. La dieta prevede una grande varietà di alimenti cucinati in modo particolare, perché è importantissimo come si cucina.
E così abbiamo cominciato con tre chef che la sera, a richiesta, vanno a casa dei calciatori e preparano la cena. Ora non bastano più e ne sto assumendo altri…", rivela Pincella.
La dieta della Juventus comunque è particolarmente variegata, e va dalla quinoa all'orzo fino al cous cous: "Noi utilizziamo tutti gli alimenti, ma nelle diete dobbiamo tenere conto della internazionalizzazione delle squadre e dei gusti che cambiano. Un piatto di pasta al dente ha le stesse proprietà nutrienti della quinoa".
Pincella peraltro sdogana anche l'utilizzo del fritto: "Esistono fasi diverse nella stagione di un calciatore. Noi dobbiamo dare all’atleta la “benzina” giusta per ogni situazione. La troviamo negli alimenti che la terra ci offre. Importante è miscelarli bene e usarli nei momenti giusti. Anche il fritto può far bene".
Qualcosa di assolutamente vietato però c'è ancora: "L’alcol è il nemico più pericoloso. Sulle tavole di Juve e Nazionale non c’è un goccio di vino".



