A poco meno di tre mesi dalla fallimentare eliminazione dell'Italia ai Mondiali, Gianluigi Buffon ritrova un nuovo corso targato Antonio Conte e rinnovato entusiasmo per risollevare le sorti della nostra Nazionale.
Il capitano azzurro, in conferenza stampa, riavvolge il nastro al ko con l'Uruguay: "Era accaduto qualcosa di sconvolgente, eravamo tutti sotto choc, anche le reazioni a caldo potevano assumere un'importanza più elevata di quello che realmente avevano. Detto questo avevo solo riportato un pensiero mio che era fondato sui fatti. Non era uno scontro generazionale, ma un modo per valutare il vero valore dei giocatori fondato sulla meritocrazia: in Nazionale devono giocare i migliori, indipendentemente dall'età".
L'esordio del neo ct in panchina è coinciso col successo sull'Olanda: "E' stata una bella prestazione e anche un po' inaspettata, considerato da dove venivamo: Costa Rica e Uruguay… Abbiamo affrontato una squadra che ha giocato una partita amichevole e che dopo dieci minuti ha perso un uomo ed era sotto di due goal. Però è stato un buon test per la nostra concentrazione, anche perché negli ultimi tempi le amichevoli sono sempre state insidiose per l'approccio alla gara. Quindi possiamo dire che siamo stati bravi".
"Ai Mondiali eravamo tutti sotto choc: il mio sfogo non era uno scontro generazionale, ma un modo per valutare il vero valore dei giocatori fondato sulla meritocrazia"
Capitolo Lotito, sul quale Buffon ha le idee chiare: "Da giocatore il presidente Lotito l'ho visto spesso anche in altre manifestazioni. Quando c'è stata la delegazione Italia-Argentina dal Papa o all'Europeo 2008 lui c'era… Sicuramente non è una persona che entra negli spogliatoi o che viva gli spogliatoi, ma se è una persona che è vicino alla squadra o alle istituzioni non vedo cosa ci sia di male. Capitava prima e capitava adesso, noi giocatori non possiamo dare un parere su questa cosa, dopo i risultati modesti da cui veniamo, l'unica cosa che dobbiamo fare è pensare ai risultati. Non mi dava fastidio prima, non mi dà fastidio ora. Ve ne siete accori solo ora, ma succede da un po' e a me non dà fastidio".
Il numero uno della Nazionale, inoltre, dice la sua sul 'caso' Chiellini: "Come si dice sempre: la notte porta consiglio. in un primo momento si pensava di tenerlo qui, poi a bocce ferme, con più calma e razionalità, magari si rivede il modus operandi e si cambia la decisione. Basta rifarsi al codice comportamentale che c'era in precedenza: ogni volta che qualcuno si infortunava e non poteva giocare tornava nel suo club. Si è fatta valere quella regola: sugli equilibri o sugli squilibri sportivi non mi riguarda. Ora abbiamo un debito sportivo, altri debiti non ne abbiamo".
Il primo ostacolo dell'Italia di Conte verso Euro 2016 è la Norvegia: "Hanno tradizione… Sono squadre molto fisiche, che fanno delle palle alte e del gioco aereo il loro punto di forza creandoci sempre molti grattacapi. Negli ultimi anni però il calcio si è uniformato, per cui quelle caratteristiche delle nazionali scandinave sono andate scemando e si gioca all'europea, anche la Norvegia non ha più arieti, ma giovani guizzanti. C'è grande rispetto nei loro confronti: non ci possiamo permettere di affrontare le squadre in modo superficiale".
"Lotito l'ho visto spesso anche in altre manifestazioni, se è vicino a squadra o istituzioni non vedo cosa ci sia di male: non mi dava fastidio prima, non accade ora"
Parentesi sull'inno di Mameli: "Molti mi sottolineano il modo in cui interpreto l'inno. Quello che trasmetti agli altri in quel momento non è studiato. C'è grande onore a rappresentare il mio Paese, anche perché conosco la storia del mio Paese e sono coinvolto emotivamente".
Buffon esprime la propria opinione sull'impatto dell'ex tecnico bianconero sugli azzurri: "Le analogie sono molte, alla fine il Conte che si è presentato alla Juventus è il medesimo che è rimasto nei successivi tre anni. E' un continuo di quel Conte là, i concetti calcistici che ha e il modo che ha di trasmetterli lo rende unico e speciale. Come dico sempre ci vuole una squadra che dia la massima disponibilità ad accettare ogni tipo di proposta. E penso anche che ci siano dei momenti nei quali è un qualcosa di dovuto dare la disponibilità, soprattutto quando si viene da risultati deludenti".
L'allenatore salentino non guida più la Juve: "Penso che i clicli siano destinati a finire o a non dare più risultati o a non dare lo stesso entusiasmo che li ha caratterizzati. Se il mister ha fatto quella scelta, in maniera serena si è reso conto che qualcosa era cambiato e saremo andati incontro a qualche difficoltà in più. Detto questo con ancora più forza ripeto che se lo ritroviamo qua è perché ha la piena convinzione di fare qualcosa di straordinario, proprio per la maturità dell'uomo e del professionista. perché se lui non crede non crede al 100%, non intraprende una avventura".
"Se Conte ha deciso di lasciare la Juventus si è reso conto che qualcosa era cambiato e saremo andati incontro a difficoltà, lo ritroviamo per fare qualcosa di straordinario"
Il metodo comportamentale di Conte convince l'estremo difensore: "Sono convinto che nel momento in cui all'uomo o al giocatore concedi troppa libertà, l'uomo la scambi in licenza e conseguentemente fallisce e non sa adoperarla. per cui credo che i calciatori, visto che sono giovani, non abbiano e non riescano ad avere autodisciplina: è una cosa difficile per chiunque. E' inevitabile che certi allenatori in maniera perentoria scandiscano i tempi e le tematiche probabilmente ha qualcosa serve e aiuta. Perché poi se pensiamo a tutti i duri nel calcio: Capello, Van Gaal… chissà perché hanno spesso vinto. Non sia l'unica strada per vincere, perché se no gli Ancelotti non vincerebbero mai, però credo che aiutino molto".
Mentre dal punto di vista tattico, il portierone azzurro spiega: "Io ho avuto anche Sacchi e sicuramente lui e Conte sono i più pignoli. Perché è un loro credo, se poi arrivano i risultati non c'è possibilità di cambiamento. Anche i giocatori quando si trovano di fronte alle risposte confortanti viene rapito dal meccanismo".
Tra le note più liete c'è Simone Zaza: "A me non sorprende, nel senso che è un giocatore che mi è sempre piaciuto tantissimo anche quando l'ho affrontato. Detto questo possiamo rovinarlo solo noi, tuteliamolo il più possibile due o tre Mondiali due o tre Europei".
"Balotelli è un compagno, non dobbiamo avere la presunzione di insegnare come ci si comporta: c'è un ct e lui decide in base alle sue esigenze e del gruppo"
In Italia resta viva la questione legata all'eccessivo numero di calciatori stranieri: "Non c'entra il numero ma la qualità. Si discute sulla qualità di qualcuno che gioca al posto di un italiano. E questo fa male al nostro movimento che non riesce a far sbocciare talenti nuovi. Sulle riforme dico che la nostra visione debba essere questa: qualcosa deve essere cambiato. Se abbiamo fallito in modo clamoroso due mondiali di seguito e non abbiamo ancora questo serbatoio di talenti che abbiamo avuto in passato, a monte qualcosa si è sbagliato. Che riforme? Alimentare e aiutare la maturazione dei prodotti italiani dei vivai, mettendo dei paletti sugli undici iniziali da schierare in campo".
Sul rapporto con Balotelli: "Siamo giocatori e Mario è un nostro compagno di squadra, non dobbiamo avere la presunzione di insegnare a qualcuno come ci si comporta o come si vive perché non abbiamo 50 anni in più. Io penso che ci sia un allenatore e lui decide in base alle sue esigenze e a quelle del gruppo: non è il nostro compito. Stupito della sua mancata convocazione? Sinceramente non me lo sono neppure chiesto. Non faccio ancora le convocazioni. Poi mi hanno affibbiato la non convocazione di Cassano…".
"Per quanto riguarda i giovani non c'è mai stato un problema, nessuno scontro generazionale - ha aggiunto Buffon - Andavamo d'accordo e andiamo d'accordo. Per noi che rappresentiamo l'Italia da diversi anni fa molto piacere vedere la disponibilità e l'umiltà con la quale i ragazzi lavorano o ti chiedono consigli. Perché spesso i giovani d'oggi pensano sempre di sapere tutto, non avere bisogno di nulla e di non avere bisogno di consigli. Eppure un po' di tirocinio fa bene, vedere che c'è questa predisposizione fa bene. Ce l'avevamo anche io, De Rossi, Pirlo, Chiellini quando eravamo ragazzi".
Giuseppe Rossi sarà costretto all'ennesimo stop della carriera: "Ho grande sintonia con Beppe, gli ho mandato un sms dopo la non convocazione. Aveva il viso trasfigurato dopo la notizia. La sofferenza che ho visto in lui, l'ho notata in pochi e l'ho apprezzata tanto perché tiene molto a questa maglia. Però devo dire che nei momento in cui tutti abbiamo criticato Prandelli, questo è il momento di rivalutare le sue scelte. E' giusto non scordarlo. Per Rossi tempi certi non ce ne sono e non gliene dobbiamo neanche dare. Deve recuperare nel modo più sereno possibile. Magari ci darà una mano a vincere una mano a vincere l'Europeo e il Mondiale, se ci sarò. Più probabile che ci sia lui".
Con l'età che avanza, è tempo di bilanci personali: "Ho guadagnato la consapevolezza di essere forte e di sentirti forte in qualsiasi situazione: campionato, mondiale, europeo, Champions, con la stessa sicurezza. Sicuramente migliori dal punto di vista dell'esperienza, perché valuti prima certe situazioni di gioco e non fai errori. Cosa perdi: un po' i riflessi perdi qualcosa, l'entusiasmo in cui hai quando ti affacci a 17/18 anni non è come quello che hai a 40 anni. Se tu mi chiedessi: ti senti di essere vicino al ritiro, ti dico no. Tutto sotto controllo, nessuna anomalia. Grande sfida e grande sorpresa: ho rinunciato a tante cose. Ma mi sento bene".
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