La Svezia è pronta alla grande sfida. Il Ct Jan Andersson, in una lunga intervista concessa a 'Extra Time', infatti non sembra troppo preoccupato dal playoff contro l'Italia e getta la palla nel campo azzurro.
"L’Italia è una grande nazionale con tanta storia e tradizione. Incontreremo un grande avversario e ho rispetto per l’Italia e per il compito che ci aspetta. Rispetto, ma non paura.
Di certo la pressione è sugli italiani e non su di noi. La Svezia ha già fatto più di quanto ci si aspettasse. Non vuol dire che siamo contenti. Ma che siamo già dei vincitori. Potremo giocare senza paura", sottolinea Andersson.
Quindi il Ct della Svezia ammette: "Da appassionato ho seguito il calcio in tanti Paesi. Quello italiano in particolare negli anni 80 e inizio 90. Era molto forte e bello, mi ricordo il grande Milan. Baresi era uno che mi piaceva molto, anche Maldini, gran carriera. Ho studiato la difesa dell’Italia di allora… Anche Gentile mi piaceva molto".
Andersson però assicura: "Non dobbiamo più pensare alla storia. Non ha nessuna importanza Gentile o quante volte l’Italia abbia vinto i Mondiali. Conta solo il presente, la forma di oggi, i giocatori e il gioco attuali. Il loro e il nostro. In casa, alla Friends Arena, siamo forti e c’è un’atmosfera fantastica. Questo conta molto".
Infine il Ct della Svezia si sofferma sul ritorno a 'San Siro' e ribadisce: "Le emozioni dipenderanno anche dal risultato a Stoccolma. Dobbiamo cercare di goderci il momento. Noi in questa sfida non abbiamo nulla da perdere, ma tutto da vincere". L'Italia è avvisata.

