Quando ripartirà il calcio? Bella domanda. Dal 4 maggio, intanto, dovrebbero ricominciare gli allenamenti. Per il rientro in campo, però, le incognite e le proposte sono all'ordine del giorno. E a questo proposito anche Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, esprime la propria opinione in un'intervista a 'Il Giornale'.
"La prima data utile sembrerebbe quella del mese di giugno, a porte chiuse, naturalmente, poiché molti esperti pronosticano in quelle settimane il periodo nel quale il virus sarà meno aggressivo. Se così non fosse, dovremo spostare le lancette degli orologi più in là perché giocare e concludere i campionati è infinitamente meglio che non giocare più".
Una possibile soluzione per risolvere il problema dei calendari è quella di programmare il 2020/21 calcistico lungo l'anno solare, come avviene nei campionati sudamericani.
"Lungi da me la voglia di innamorarmi della mia idea ma se, tra campionati e coppe si dovesse giungere in autunno inoltrato, la conseguenza sarebbe inevitabile. E poi ditemi: non sarà meglio assistere a partite in notturna durante i mesi di giugno e luglio che non nel freddo e gelo del mese di gennaio? La soluzione dei campionati su anno solare è l’unica in grado di contemperare le diverse esigenze".
L'idea di Galliani per 'comprimere' il prossimo campionato, una volta che l'attuale sarà inevitabilmente destinato a sforare, è questa: un torneo suddiviso in due raggruppamenti.
"La prima idea che mi viene è questa: dividere la Serie A in due gironi da 10 squadre, le prime 8 o le prime 4 classificate si giocano quarti, semifinali e finali per aggiudicarsi lo scudetto e così in 5 mesi si conclude la stagione".
Galliani chiude infine con un'altra considerazione:
"Completato in autunno inoltrato 2020 il campionato più le coppe, non è pensabile di ricominciare il giorno dopo il torneo successivo, senza un periodo ridotto di vacanze e di nuova preparazione. Anticipo già l’obiezione: ma come devono fare altre ferie dopo la sosta di due mesi? È vero che i calciatori sono stati fermi due mesi ma sono rimasti reclusi in casa".

