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Zlatan IbrahimovicGetty Images

Ibrahimovic spinge il Milan: "Quest'anno dobbiamo vincere"

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La trattativa con il Milan si è risolta nel migliore dei modi per tutti i tifosi rossoneri: Zlatan Ibrahimovic prolunga la sua avventura rossonera di un anno con il nuovo contratto in scadenza nel 2021. Lo svedese ha commentato a caldo l'ufficialità dell'operazione.

Ai microfoni di 'Milan Tv', il centravanti svedese ha spiegato anche la scelta di tornare alla maglia numero 11:

"Ho scelto la maglia numero 11 perché i tifosi del Milan mi conoscono con questo numero. Con il numero 21 non mi sentivo l’Ibrahimovic del primo Milan, quindi ho chiesto questo numero per sentirmi come prima".

Nella testa di Ibra c'è sempre la vittoria, con l'obiettivo di riportare il Milan ai livelli di un tempo:

"Sono venuto qua per portare il Milan ai suoi livelli, dove merita di essere. Faccio tutto per arrivare agli obbiettivi prefissati. Bisogna lavorare con grande sacrificio ma gli ultimi 6 mesi che abbiamo fatto, hanno fatto vedere cosa serve per arrivare a certi obbiettivi. Non si deve dimenticare però che non abbiamo vinto niente. Nella mia testa l’obiettivo è sempre vincere qualcosa. Questa stagione dobbiamo vincere".

Il ritorno a Milano è stato fondamentale nell'economia del gruppo di Pioli:

"Negli ultimi 6 mesi ho dimostrato che l’età non conta nulla. Il Milan deve continuare come ha finito la stagione, deve lavorare e credere come abbiamo fatto nell’ultimo periodo. Giocare con orgoglio e fiducia ricordandosi che quando ci si mette la maglia del Milan è un grande privilegio ma al tempo stesso fonte di pressioni".

Il ritorno di Ibrahimovic al Milan ha alzato decisamente il livello di alcuni elementi della rosa che fino a quel momento avevano fatto difficoltà:

"Quando ho conosciuto Calhanoglu la prima volta gli ho detto che avere la numero 10 al Milan è un grande privilegio e che tutti i calciatori con la 10 in rossonero sono stati grandi. Ha una grande responsabilità ma se lavora bene, può meritarla. Ha lavorato benissimo negli ultimi 6 mesi e deve continuare così. Non si deve fermare, non bisogna essere mai soddisfatti di sé stessi. Spero che continui così anche perché può fare molto di più".

Infine un commento su Andrea Pirlo, nominato dalla Juventus allenatore della prima squadra alla prima esperienza:

"Quando era calciatore si vedeva che aveva un grande pensiero, differente da altri giocatori. Pensava già da allenatore anche da come parlava di calcio. Andrea Pirlo sarà un grande allenatore e sono contento che abbia la possibilità di allenare un grande club come la Juventus".

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