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Mario Balotelli BresciaGetty Images

I 30 anni di Balotelli: una carriera di rimpianti e false speranze

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Nell'ultimo decennio è stato probabilmente il giocatore più 'chiacchierato' nel panorama italiano: caricato spesso di eccessive pressioni e quasi sempre sotto l'occhio dei riflettori, ma il nome di Mario Balotelli rappresenta la storia di un talento infinito sfruttato poco e male.

Tante, troppe vole Supermario ha illuso tutti con la falsa speranza di vederlo maturare una volta per tutte al servizio di un calcio italiano che negli ultimi anni cercava con grande 'fame' un centravanti di riferimento per gli anni a venire.

Troppe volte però il centravanti bresciano ha mancato l'appuntamento con la sua personale storia, cascando ogni volta negli stessi errori che lo hanno costantemente frenato in quel naturale processo di sviluppo necessario a ogni potenziale campione.

Nel giorno in cui spegne 30 candeline il bilancio della carriera di Balotelli è sicuramente inferiore a ciò che sarebbe potuto essere: un fisico imponente abbinato a una tecnica sopra la media lo avevano inserito di diritto tra i potenziali 'crack' del nostro calcio.

Mario Balotelli Cristiano RonaldoGetty Images

Sprazzi di classe spalmati nel corso degli anni senza quella continuità necessaria per lo status di 'campione'. Una personalità spesso sopra le righe e la consapevolezza di poter fare in campo qualsiasi cosa, come nei primissimi anni della sua carriera, quando lanciò il guanto di sfida a un certo Cristiano Ronaldo dopo un diverbio in campo in quel Manchester United-Inter del 2009:

"CR7 mi ha dato la sua maglia, ma un giorno sarà lui a chiedermela”.

Perchè molti addetti ai lavori avevano visto in quel ragazzino ribelle un vero e proprio fenomeno: anno dopo anno Balotelli ha però deluso le aspettative all'interno di una carriera che ha visto il suo punto più alto con la celebre doppietta segnata alla Germania nella semifinale dell'Europeo 2012, la più bella vittoria azzurra nell'era post 2006. Una storia fatta di alti e bassi anche con la maglia della Nazionale, da sempre uno dei grandi obiettivi dello stesso Mario.

Proprio su questo tema si era espresso tempo fa l'attuale commissario tecnico Roberto Mancini, che con Balotelli ha costruito un particolare rapporto personale già dai tempi del Manchester City:

"È migliorato, ma non penso che possa cambiare del tutto. I suoi errori li farà sempre, anche quando avrà 30 anni, ma questo è normale, l'importante è che capisca che deve dare sempre il massimo in campo".

E pensare che lo stesso 'Supermario' soltanto nel 2016 si vedeva ancora proiettato nell'olimpo dei più grandi con quella frase che fece discutere:

"Tra due-tre anni sarò Pallone d’Oro".

Promessa non mantenuta: all'età di 30 anni Balotelli ha recentemente messo in archivio l'ennesima spiacevole vicenda, questa volta nella sua Brescia, dove era tornato per cercare l'ennesimo rilancio.

Dall'Inter al Milan, passando per il Manchester City e il Liverpool: poi l'avventura francese dove sembrava aver trovato una certa stabilità tra Nizza e Marsiglia. La realtà parla però di una vera identità da trovare e un futuro ancora da scrivere.

Mario Balotelli Manchester CityGetty

Sulle sue tracce ci sono attualmente i romeni del Cluj, ma soprattutto i turchi del Besiktas, che gli offrirebbero anche la possibilità di giocare i preliminari di Champions League. In Italia latitano le offerte e la nuova scommessa oltre i confini potrebbe stuzzicarlo ancora.

Superata la soglia dei 30 Balotelli è chiamato a guardare avantii: alla ricerca di serenità e stabilità, nella speranza di poter tornare ad ammirare quelle meravigliose giocate che avevano stregato l'Europa intera.

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