
Una nuova Serie A foggiata a misura di Premier League. Le mosse del commissario della Lega Giovanni Malagò non lasciano dubbi su quale sia il modello abbia in mente per rifondare il football italiano. Resta il fatto che in termini di rendimento economico la Premier è tuttora di un altro pianeta.
La strategia di Malagò ha molto a cuore la comunicazione, pur non essendo priva di sostanza. Il presidente del Coni tiene molto a recapitare i suoi messaggi. E questi primi segnali non sono passati inosservati ai “signori del calcio”, così come il suo decisionismo e iper-protagonismo abbia già fatto storcere qualche naso in via Rosellini, sede della Lega più ricca della Penisola (che da sola fattura più del quadruplo del bilancio da 400 milioni del Comitato olimpico nazionale, come qualcuno tiene a ricordare al nuovo arrivato).
Una delle prime mosse di Malagò è stata seguire l'esempio della Premier League e anticipare la chiusura del calciomercato al 18 agosto, il giorno prima dell'inizio della Serie A 2018/19
D’altronde, Malagò spinge molto sul tema della governance, con il quorum della maggioranza semplice da recepire a partire dalla terza votazione per smuovere l’indecisionismo assembleare dell’ultimo decennio. Intanto, tenendo a freno le bizze del patron laziale e mancato senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha identificato nel banchiere Gaetano Miccichè il nuovo presidente della Serie A, la cui investiture ufficiale è attesa il prossimo 19 marzo.
gettyDi grande impatto mediatico è stata poi la riduzione delle finestre del calciomercato. La Premier nei mesi scorsi ha optato per una chiusura delle trattative il 9 agosto, in modo che ad inizio campionato le squadre abbiano già un assetto definitivo. I presidenti della Serie A, che la prossima stagione comincerà il 19 agosto, quindi, potranno fare affari fino al 18 agosto e non “poltrire” fino al 31. Così come la deadline invernale verrà anticipata al 18 gennaio rispetto alla fine del mese.
In puro stile british c’è l’introduzione di un vero boxing day a cavallo di Natale. Nel 2018/19 si andrà in campo, il 26 dicembre, ma anche il 22 e il 29. La pausa invernale, come da accordi con l’Assocalciatori, durerà dopo queste gare fino al 20 gennaio, con il weekend del 13 gennaio dedicato agli ottavi di Coppa Italia. L’esperimento di questa stagione, in cui si è giocato il 23 e 30 dicembre e il 6 gennaio (con le gare di campionato inframezzate dalla Coppa Italia), ha dato risultati positivi sul fronte stadi con un’affluenza media di quasi 26mila spettatori rispetto ai 24.300 registrati fino al turno pre-natalizio.
A dicembre 2018 si giocherà il 22, 26 e 29 dicembre, poi pausa fino al 13 gennaio (weekend di Coppa Italia) e ripresa della Serie A il 20
In tv la risposta è stata più articolata con un’audience in calo (-400mila spettatori) nel turno natalizio rispetto alle medie delle squadre che giocavano in casa e in lieve aumento (+80mila) nel turno di Capodanno. C’è da dire peraltro che FA, English Football League e Premier League stanno proseguendo i colloqui per valutare l’inserimento di una pausa invernale di almeno 13 giorni nella stagione 2019/20, eliminando i replay di FA Cup.
Getty ImagesIl prossimo campionato coinciderà con il nuovo ciclo di commercializzazione dei diritti tv e avrà ben otto finestre orarie (novità sabato alle ore 15, domenica alle 18 e lunedì alle 20.30). L’obiettivo è intercettare le famiglie, sia in tv sia negli stadi, durante le vacanze di Natale. Riempire gli stadi dopo la modifica della legge Melandri avrà un peso anche sulla ripartizione dei proventi televisivi. Il numero degli spettatori nelle partite casalinghe determinerà infatti la distruzione del 12% dei proventi (circa 150 milioni di euro).
Il prossimo campionato di Serie A avrà otto finestre orarie e aprirà un nuovo ciclo di commercializzazione dei diritti tv, con un sistema di distribuzione dei proventi di tipo anglosassone
C’è da dire che anche questo intervento normativo voluto dal ministro dello Spot Lotti ha cercato di spostare la Serie A verso un sistema di tipo anglosassone in cui si punta ad assegnare a tutti i club una somma il più possibile paritaria in modo da favorire la competitività. Dopo l’intervento approvato dal Governo la scorsa settimana poco prima del voto del 4 aprile in Serie A la squadra che prende di più dalle tv non dovrebbe incassare più del terzo di chi ottiene di meno (rispetto al quadruplo della legge Melandri). Un miglioramento sensibile anche se in Premier è ancora meglio, dato che il 70% circa degli introiti è suddiviso in parti uguali (il rapporto tra la prima e l’ultima squadra è 1:1,5).
Per valorizzare l'inizio ad agosto e i turni natalizi, la Lega Serie A dovrebbe compilare i calendari con intelligenza, privilegiando in quelle date le sedi con le migliori condizioni climatiche e la maggiore presenza di pubblico
Con la Serie A inaugurata il 19 agosto e le squadre in campo più volte a cavallo di Natale, alla Lega si richiederà tuttavia uno sforzo maggiore sulla stesura del calendario. Sarebbe infatti più che opportuno organizzare i match in queste due fasi in modo da agevolare quelle piazze in cui è presumibile che in estate sia più semplice raggiungere lo stadio, ovvero evitando trasferte troppo lunghe alle tifoserie maggiori o piazzando dei big match e derby che possano attirare le famiglie allo stadio. Se si vuole emulare la Premier lo si deve fare anche, se non soprattutto, in queste scelte accorte, evitando da parte di tutte le componenti polemiche strumentali. Se il cambiamento è una questione “culturale”, d’altronde, come ha sottolineato il commissario Malagò, bisogna farsi trovare pronti.
