"Una foto vale più di mille parole". No, le parole non servono più di tanto, quando si parla della Chapecoense: basta il ricordo di quel che è avvenuto in quel maledetto 28 novembre. Ma basta anche la commozione per chi, come Neto, è scampato per miracolo alla tragedia.
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Il centrale della Chape, ritrovato nella fusoliera dell'aereo ed estratto vivo, ha lasciato l'ospedale ed è tornato a casa il 22 dicembre. Senza mai dimenticare i compagni che non ci sono più, ma al contempo provando a fungere da punto di riferimento per coloro che stanno provando a ricostruire un club distrutto dal disastro aereo di un mese fa.
C'era anche lui nello spogliatoio della squadra, ritrovatasi oggi per iniziare la nuova stagione agli ordini del neo allenatore Vagner Mancini. Stampelle in mano, viso segnato da quanto accaduto, ma tanta voglia di rendersi ancora utile. Magari dando qualche consiglio ai giovani promossi dal vivaio: un'immagine che "vale più di mille parole", come sottolinea il club sul proprio account Twitter.
Anche Neto ha vestito la maglia del club, come un calciatore vero e proprio. Perché questo è il suo desiderio, come da lui stesso confermato nella prima intervista rilasciata dopo il ritorno a casa: "Tornare a giocare con la Chapecoense: se Dio vuole, presto sarò di nuovo in campo".



