E' un disastro di cui si stanno ancora analizzando i tragici esiti quanto accaduto questa mattina a Genova, col crollo del ponte Morandi, una arteria stradale trafficatissima su cui corre l'A10. Una tragedia per la quale i morti si contano purtroppo nell'ordine delle decine, ma nella quale fortunatamente si sono registrati anche casi di clamorosi salvataggi. Uno di questi ha avuto per protagonista l'ex portiere del Cagliari Davide Capello.
Capello si trovava a passare in auto sul ponte proprio al momento del crollo ed è precipitato con la sua auto da un'altezza di una trentina di metri ma fortunatamente il suo mezzo non è rimasto stritolato fra le macerie del ponte e lui, incredibilmente, non ha riportato ferite ed è uscito dall'auto sulle sue gambe.
"Stavo andando a Genova, ero sul ponte - ha raccontato Capello ai microfoni di 'Sky Tg24' - Ho sentito un rumore, poi il crollo. Trenta metri di volo e poi l'auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. E' incredibile, non ho un graffio. E' stato scioccante, non sono riuscito ancora a capire come la mia auto non sia stata schiacciata, forse è rimasta agganciata a un pilone, sono riuscito a uscire dall'auto grazie all'aiuto di alcune persone".
Il ricordo di quei momenti è ancora vivido in Capello... "E' stata una scena apocalittica, da film - ha raccontato ancora - In quel momento pioveva forte, non mi sono reso conto se un fulmine avesse colpito il ponte, ho visto solo la strada andare giù. Mi sono salvato per miracolo".

Sono stati attimi di grande paura ma Capello ha anche avuto la freddezza di telefonare al padre Franco... "Babbo è precipitato il ponte io stavo passando e sono caduto con l'auto. Non ti preoccupare sono salvo". All'Agenzia Ansa, poi, papà Franco ha raccontato proprio quella telefonata: "All'inizio non stavo capendo, poi gli ho detto: Davide se riesci a muoverti prova a uscire e così ha fatto. Qualche santo lo ha salvato e devo solo ringraziare che sia vivo".
Nato a Nuoro, oggi 33enne, Capello vanta un passato calcistico nel Cagliari, con cui ha anche vestito per due volte la maglia in Serie B, e in diversi club dell'isola, ma anche nell'U20 azzurra. Ha chiuso la sua carriera da professionista nel 2013 al Savona, dove oggi vive e lavora come vigile del fuoco, oltre a giocare in Promozione col Legino.




