VAR, VAR e ancora VAR. Sia in Champions League che in Serie A. Dopo essersi vista annullare la rete del possibile 1-0 contro l'Atletico Madrid martedì sera, questa volta la Juventus trova conforto nella tecnologia, che toglie un rigore precedentemente assegnato al Genoa.
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Tutta 'colpa' di un presunto fallo di mano in area di João Cancelo, che tocca il pallone con una parte del corpo non consentita dal regolamento. L'arbitro Di Bello punisce in un primo momento il portoghese, concedendo il calcio di rigore al Genoa, ma poi, dopo un consulto con il VAR Mazzoleni, si reca a bordo campo, rientra sul terreno di gioco e cambia idea.
La motivazione? Non tanto la volontarietà o meno del tocco di Cancelo, non tanto la sua distanza da Kouamé (colui che, con una sponda aerea, aveva fatto carambolare il pallone sul corpo dell'ex nerazzurro), quanto un precedente controllo con il braccio dello stesso attaccante di casa.
A nulla servono le proteste dei giocatori del Genoa, così come del pubblico del Ferraris e di Cesare Prandelli. Dal calcio di rigore a favore dei rossoblù si passa, quasi in un batter d'occhio, alla punizione nella propria area a favore della Juventus. E il punteggio rimane fermo sullo 0-0.
Ma non è finita qua. Nel secondo tempo, a causa di una posizione di fuorigioco di Emre Can, in occasione della partenza dell'azione offensiva bianconera, viene annullato il goal dell'1-0 bianconero siglato da Dybala.
Questione di centimetri, ma dalla cabina fanno sapere che non c'è alcun dubbio e così Di Bello non deve nemmeno andare a rivedere, trattandosi di una situazione oggettiva.





