Se dall'Europa si scomodano club del tenore di Barcellona, Juventus e Roma significa che non sei un giocatore qualunque.
La storia calcistica tra i professionisti di Gerson inzia relativamente presto. A 17 anni il nativo di Belford Roxo è già un pilastro del Fluminense, dove regala spettacolo allo stato puro. L'esordio avviene contro il Vasca da Gama il 22 febbraio 2015, tre mesi prima di compiere 18 anni. La prima rete viene segnata proprio al 'Bacalhau', nel novembre seguente. E sarà anche l'ultima, perchè la Roma ci impiega pochi mesi ad assicurarselo, staccando un assegno da 16 milioni di euro.
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Che l'esperienza alla Roma sarà più tormentata del previsto si capisce sin dalle prime battute. Gerson è un giocatore giallorosso, ma non è tesserabile dal club poichè i posti per gli extracomunitari sono terminati. E così il trasferimento viene rimandato di un anno. Esattamente al 1° luglio 2016. L'esordio non è di quelli indimenticabili: il brasiliano è in campo nella disfatta interna contro il Porto che costerà alla Roma l'eliminazione nei preliminari di Champions League.

Fino ad oggi ha collezionato appena 491' suddivisi in 11 partite tra Serie A, preliminari di Champions League, Europa League e... Primavera. Sì, perché dopo qualche prova non convincente ed alcune trattative di mercato tramontate, Gerson si è unito alla Primavera di Alberto De Rossi per trovare serenità e minutaggio.
Il talento brasiliano, finora, ha probabilmente sofferto il tatticismo del calcio europeo, in particolare di quello italiano. Ed anche Spalletti ha faticato ad individuare il suo ruolo ideale. Trequartista? Ala? Centrocampista? In Italia si gioca un calcio diverso dal 'Joga Bonito' brasiliano, dove ai funamboli è concesso di giocare a tutto campo, senza pensieri.
L'impatto con l'Italia, in questo senso, è devastante per tutti e Gerson non è certo il primo a scontrarsi con queste enormi differenze. In Brasile veniva spesso accostato a Paul Pogba per caratteristiche tecniche e fisionomia. Piuttosto brevilineo, Gerson è capace d'inventarsi la giocata vincente da un momento all'altro.
Ma ciò che colpisce principalmente è la sua capacità di mettersi al servizio della squadra in fase di non possesso. Quello che a Gerson non manca di certo è il carattere. D'altra parte ,scegliere di restare in un ambiente che sembra quasi non credere più nelle tue qualità non è roba da tutti i giorni. E chissà che questo non rappresenti il primo passo verso la rinascita.






