Dopo la positiva scorsa stagione, con Giampaolo che ha messo in mostra una serie di gioielli interessanti, anche quest'anno la Sampdoria ha cominciato con il piede giusto il campionato. Gioca bene, diverte e si toglie anche qualche soddisfazione.
Ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', il presidente Ferrero ha presentato la prossima sfida contro il Milan: "I pronostici portano un po’ sfiga, ma rischio: finisce 2-1 per noi. Quest’anno possiamo divertirci: tolte le sei big, voglio arrivare primo tra le altre 14. Arrivare a Montella fu la realizzazione di un sogno. Se i risultati non sono arrivati diciamo che la colpa è stata mia...".
Poi Ferrero torna sul calciomercato estivo, con una bella rivelazione: "Tanti presidenti si innamorano dei calciatori e sbagliano. Muriel non volevo venderlo, ma doveva cambiare aria per spiccare il volo. Luis è andato via perché ho anteposto la sua felicità alla mia.
Schick non voleva rimanere. Il problema di questi giocatori sono i procuratori, che li trattano come fossero opere d’arte, ma hanno solo vent’anni. Lo volevano anche Monaco, Psg e Juve. A Roma potrà diventare un principino, ma senza il blocco del governo cinese oggi sarebbe all’Inter con Skriniar".
Infine, un ritorno al passato ed un commento su Cassano e Zenga: "Antonio è un ragazzo fantastico, ma è prigioniero di se stesso: è cresciuto mandando a quel paese tutti quanti. Gli ho anche proposto di rimanere vicino a me, ma è un sanguigno, non potrei dirgli nulla perché si offenderebbe. Con Walter sbagliai lasciandomi condizionare dall’ambiente. Tornando indietro non lo manderei via".


