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Ronaldo InterGetty

Every Season Goal: il 1997-1998 dell'Inter, l'arrivo di Ronaldo e la Coppa UEFA

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Chi è abituato a primeggiare nella vita, di solito non accetta la sconfitta in altri ambiti, seppur meno importanti: Massimo Moratti ha sempre dedicato anima e corpo alla sua Inter, spendendo e spandendo fior di miliardi (diventati poi milioni) pur di contrastare l'egemonia di Juventus e Milan e imitare le imprese di papà Angelo dei lontani anni '60.

Forse fu proprio quell'assurda voglia di vincere che lo spinse a fare le cose in grande nell'estate 1997, puntando sul giocatore più forte del pianeta in quel momento: 48 miliardi delle vecchie lire per strappare Ronaldo al Barcellona dopo una lunga trattativa risolta dall'intervento della FIFA, che decretò il pagamento di ulteriori 3 miliardi oltre alla somma relativa alla clausola rescissoria, di proporzioni monstre per l'epoca.

Guarda tutti i goal della stagione 1997-1998 dell'Inter

Moratti anticipò sul tempo la Lazio di Sergio Cragnotti, assicurandosi la firma del brasiliano nonostante il precedente rinnovo con i catalani lasciasse pensare ad una permanenza in Spagna. Una vera e propria dichiarazione di guerra ai rivali in campo, consolidata dalla scelta di affidare la panchina a Gigi Simoni: insieme al tecnico arrivarono anche Diego Simeone e Alvaro Recoba e, con loro, le classiche rivendicazioni estive di Scudetto, divenute un 'must' dell'era morattiana. Insomma, entusiasmo alle stelle per una stagione che si preannunciava elettrizzante, ma che poi regalerà solo una parte delle soddisfazioni previste.

31 agosto 1997, prima giornata di campionato. Tutti aspettano Ronaldo, l'uomo più atteso: San Siro è gremito, ma a prendersi la scena è Recoba con due siluri dalla distanza che ribaltano l'iniziale vantaggio di Hubner nel giro di pochi minuti. Non l'esordio migliore per il 'Fenomeno' che si rifarà alla grande in seguito.

Come da previsione, è l'Inter la vera rivale della Juventus per lo Scudetto: lo scontro diretto del 4 gennaio 1998 è di marca nerazzurra (goal di Djorkaeff su assist di Ronaldo), non quello di ritorno contraddistinto da veleni e polemiche, famoso per il contatto Ronaldo-Iuliano non sanzionato dall'arbitro Ceccarini e ancora oggi tema di dibattito. Sarà quella partita del 26 aprile a 'consegnare' il campionato ai bianconeri dopo un'entusiasmante lotta punta a punto risolta solo nelle ultime giornate.

Ronaldo InterGetty

L'amarezza per il campionato sfumato venne attenuata dal trionfo in una Coppa UEFA vissuta al limite, a suon di rimonte (eccezionali quelle contro Lione e Strasburgo) e di colpi di classe come il goal realizzato da Ronaldo nel gelo di Mosca, in un campo che definire scandaloso e ai limiti dell'impraticabilità è poco. La finale del 6 maggio al 'Parco dei Principi' sancì la supremazia tecnica del 'Fenomeno' che superò Marchegiani con un doppio passo iconico, prima di depositare in rete il pallone del definitivo 0-3 che condannò la Lazio di Alessandro Nesta, umiliato a più riprese dal brasiliano con numeri e giochetti da far venire il mal di testa.

La vittoria di Ronaldo più che quella dell'Inter, che però non si fece mancare proprio nulla in tutti i sensi: il cammino in Coppa Italia si interruppe dopo un clamoroso 5-0 subìto nell'andata dei quarti di finale in un derby col Milan che, al contrario, riuscì ad esprimersi al massimo della forma solo in quell'occasione, chiudendo il campionato soltanto al decimo posto.

La stagione 1997-1998 viene ricordata anche per alcuni gesti tecnici individuali straordinari: la rovesciata contro il Neuchatel Xamax di Moriero che replicò con un coast to coast concluso con un tiro vincente sul campo del Piacenza, il goal da centrocampo di Recoba al 'Castellani' di Empoli, il tocco d'esterno di Ronaldo nel derby di ritorno a superare Seba Rossi. Una collezione di gioielli unici, da custodire con accuratezza nell'album dei ricordi.

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