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Marco Benassi Jacob Rasmussen Denmark Italy UEFA U21 ChampionshipGetty

Europei U21, Italia promossa: difesa e Chiesa da applausi

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Non era facile per l'Italia Under21 scendere in campo già sapendo il risultato della Germania. I teutonici, al pari degli 'Azzurrini' e della Spagna, sono la squadra favorita per la vittoria finale e, proprio per questo, non sono ammessi passi falsi.

Alle semifinali, infatti, passano le prime di ciascun girone e la miglior seconda. Che appunto dovrebbe corrispondere ad una tra la banda di Di Biagio ed i tedeschi. Ecco perchè il 2-0 rifilato alla Danimarcaassume un valore ancora più importante.

Ma com'è andata questa sera l'Italia? Fino a che il risultato è stato in parità, gli 'Azzurrini' hanno sofferto. Ma non l'avversario, bensì il fatto di non riuscire ad imporsi ed a sbloccare il risultato. Il goal di Pellegrini ha rappresentato una svolta, soprattutto emotiva.

Certamente promosso Donnarumma che, nonostante sia stato messo sotto pressione da parte della tifoseria per i fatti di mercato, ha risposto presente sull'unica vera occasione costruita dai danesi. Benissimo anche Rugani e Caldara, destinati a formare una coppia in azzurro che non si vede dai tempi di Cannavaro e Nesta.

Meglio Barreca di Conti, soprattutto in fase offensiva. L'esterno del Torino ha mostrato gamba, non facendo mai mancare il suo apporto quando c'era da spingere. Sontuoso Pellegrini, anche e soprattutto per il goal gioiello. Bene ma non benissimo Gagliardini, preoccupato più di contenere l'azione avversaria piuttosto che in fase di costruzione. Neanche un tiro nello specchio per lui.

Il tridente ha mostrato tre facce. Berardi ha giocato soprattutto lontano dall'area di rigore, andando a prendere la palla sulla trequarti e provare a far girare il gioco. Peccato per la botta presa e che lo ha costretto al foirfait.

La prova di Petagna è stata salvata dal goal nel finale. L'attaccante è riuscito a conquistare appena un calcio di punizione. Chi ha 'deluso' è Bernardeschi, appena 28 palloni giocati e neanche una conclusione tentata, dal quale è lecito aspettarsi qualcosa in più. Palla al piede è sempre insidioso, ma questa sera non è mai riuscito a saltare l'uomo.

Infine buone notizie anche dalla panchina. Chiesa ha letteralmente cambiato volto al match. Ha sostanzialmente fatto quello che era richiesto a Bernardeschi, ossia creare la superiorità numerica e mandare in crisi la difesa avversaria. L'assist per il 2-0 è la giusta ricompensa.

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