È la finale che non si è mai disputata. Ha tutta un'altra valenza, riguarda un'altra competizione, ma è chiaramente più che mai simbolica. Poco più di 5 mesi dopo l'incidente aereo che ha distrutto la rosa, stavolta sì la Chapecoense giocherà a Medellin.
Nella notte tra domani e giovedì, all'Atanasio Girardot è in programma la gara di ritorno della Recopa Sudamericana: Atletico Nacional da una parte, Chape dall'altra. I campioni della Libertadores contro i campioni della Sudamericana. La sfida che sarebbe dovuta andare in scena in quel maledetto 29 novembre di un anno fa, ironia della sorte, è stata soltanto posticipata.
La squadra catarinense, reduce dall'emozionante successo nel campionato statale, è atterrata nella notte italiana a Medellin. Terra che i giocatori scomparsi nell'incidente, avvenuto nei pressi della città, non sono mai riusciti a conoscere e con cui i brasiliani hanno stretto una sorta di ideale gemellaggio dopo quanto accaduto a novembre.
Sul volo per la Colombia, anche i superstiti: Jakson Follmann, Neto, Alan Ruschel, il giornalista Rafael Henzel."Finalmente siamo riusciti ad arrivare...", ha scherzato il portiere, a cui è stata amputata una gamba. "Sarà un'emozione forte, ma devo andare nel posto in cui è accaduta la tragedia", ha detto Neto.
In campo, però, nessuno sconto: Artur e compagni cercheranno di regalare al club il suo secondo titolo internazionale, dopo la Copa Sudamericana concessa a tavolino dallo stesso Atletico Nacional. L'andata, disputata il 5 aprile a Chapecó, è terminata 2-1 a favore della squadra di Vagner Mancini: un pari ed è fatta.




