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Simone Zaza Italy AzerbaijanGetty

Editoriale - Salvate il soldato Zaza

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  Sergio Stanco
Editorialista Goal Italia

Simone Zaza è stato il colpo ad effetto di Conte: prima dell'avvento del nuovo ct l'attaccante del Sassuolo contava solo stage e godeva di considerazione praticamente nulla; fin dal primo giorno del nuovo corso, invece, è stato il simbolo di un progetto che voleva rinascere dalle fondamenta. Lui e Immobile erano le facce nuove da cui far ripartire l'Italia. Ma Ciro in Brasile c'era, Simone no. Dunque era la più nuova in assoluto.

E con l'incoscienza tipica dei giovani s'è presentato a Coverciano con grande sicurezza e tranquillità, sorprendendo tutti. Bene contro l'Olanda nonostante i goal falliti, addirittura ottimo in Norvegia. Dopo, invece, alcune brutte gare in campionato, così così contro l'Azerbaijan.

Se, infatti, pur non segnando, Immobile ha dato il suo apporto di intensità alla squadra, fatto di corsa, movimento, aiuto nel pressing (tutte cose fondamentali per il neo ct), Zaza ha forse avuto le occasioni migliori (sprecandole) ed è apparso incomprensibilmente nervoso, eccessivamente voglioso, quasi che avesse qualcosa da dimostrare, qualche conto da regolare.

Un atteggiamento diametralmente opposto se si ripensa alla leggerezza degli esordi. Quando era andato in goal in Norvegia, Simone ha esultato coprendosi il viso con le mani: "Forse solo in quel momento - aveva candidamente ammesso dopo la partita - mi sono effettivamente reso conto di dove fossi arrivato e cosa stessi facendo". Ecco, ora la sensazione è questa consapevolezza l'abbia spaventato e forse caricato di eccessive aspettative e responsabilità.

Non è un caso che dopo quella gara il Sassuolo non ha più visto lo stesso Zaza che aveva prestato alla Nazionale, come lui stesso ha confermato: "Dopo la convocazione in Nazionale e le prime partite - aveva detto alla vigilia - ho fatto un po' di fatica a metabolizzare".

La gara contro l'Azerbaijan l'ha confermato. L'augurio è che possa ritornare a giocare con quell'incoscienza che contro il Cagliari gli ha fatto segnare un goal alla Van Basten e contro la Norvegia lo ha fatto arrossire per la prima rete in azzurro. A Conte e Di Francesco il compito di fargli realizzare che quello che sta facendo deve essere un orgoglio e non un peso.

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