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goal thrill list PS

E' ufficiale: l'Inghilterra è più bella da vedere rispetto alla Spagna!

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Dopo il noioso pareggio di Dublino contro l'Irlanda, la tv che trasmise il match in Inghilterra si scusò pubblicamente con i propri telespettatori via Twitter: "Irlanda-Inghilterra 0-0, siamo spiacenti". Dopo esserne stato informato, il ct Roy Hodgson si rifiutò di esprimersi sul fatto che quella partita possa essere stata la più brutta di sempre: "Non ho nulla da dire a riguardo".

Tale atteggiamento si potè giustificare per via di un giudizio sul quale Hodgson si sentì offeso. In quel periodo l'Inghilterra era a metà del proprio percorso verso la qualificazione ad Euro 2016. Fin dal match di apertura delle qualificazioni, ovvero la vittoriosa trasferta in Svizzera per 2-0, l'approdo in Francia dei Tre Leoni non è mai stato in dubbio. Ma nonostante si sia trattato da tempo di una formalità, Rooney e soci sono risultati tutt'altro che noiosi.

Al termine della campagna di qualificazione nel gruppo E gli inglesi hanno segnato complessivamente 31 goal, meno solo della Polonia, con appena 3 subiti che ha consentito di ottenere una differenza reti di +28 (la migliore in assoluto).

Spagna, Germania, Olanda, Svizzera e Belgio hanno totalizzato maggior possesso palla, ma l'Inghilterra ha segnato di più. Pur non essendo considerata una macchina da goal, ha inoltre fatto registrare il 60% di possesso e l'89% dei passaggi completati. In quanto a tiri in porta, invece, solo Germania e Polonia hanno fatto meglio.

Insomma, l'Inghilterra vanta precisione ed efficacia. Ed è per questo che si colloca sopra la Spagna nei numeri Opta della Goal Thrill List, la classifica delle Nazionali europee che calcola la produzione di gioco attraverso algoritmi basati sui tiri. In effetti, delle squadre incluse nella fascia 1 del sorteggio di Euro 2016 solo la Germania (5,09) vanta un 'Thrill Factor' maggiore dei Tre Leoni (3,94).

Inoltre, solo tedeschi e Belgio hanno vantato maggiori conclusioni a rete durante le qualificazioni. La Spagna ha collezionato ben 1588 passaggi in più degli inglesi, ma ha segnato 11 goal in meno e totalizzato 12 tiri in porta in meno. Domanda sorge spontanea? Che le Furie Rosse si siano più preoccupate di tener palla rispetto al voler segnare?

A fare da contraltare ai dubbi c'è la lettura secondo cui la Spagna può aver stancato gli avversari attraverso il possesso, facendoli uscire fuori per poi colpire negli spazi concessi. "Morte calcistica", l'ha definita l'ex tecnico del Liverpool Brendan Rodgers.

Nell'amichevole giocata a novembre scorso la Roja ha di sicuro prevalso, infatti nessuno sostiene che l'Inghilterra sia superiore alla Spagna. La Roja, forse, dovrebbe mostrarsi più pungente in fase realizzativa e sfruttare ancor meglio la propria abilità di palleggio.

Per oltre un decennio lo stile della Spagna si è basato sul possesso palla, filosofia che ha portato il Barcellona di Guardiola a dominare in patria e nel mondo. I blaugrana erano una gioia per gli occhi, nonchè capaci di inanellare successi come le Champions vinte nel 2009 e nel 2011 in finale contro il Manchester United. Sciorinando un calcio per palati fini.

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Al termine di una delle epoche più importanti della storia del calcio, anche Guardiola era arrivato a disprezzare il termine di cui la sua squadra era diventata sinonimo: "Detesto ogni passaggio fine a se stesso, tutto ciò che è tiki-taka. E' come spazzatura e non ha senso. Devi passare la palla con un chiaro intento, con l'obiettivo di far goal ai tuoi avversari. Non passare il pallone per il puro gusto estetico di farlo".

La Spagna ha goduto di una fantastica prestazione in finale agli Europei del 2012, con cui ha battuto l'Italia e conquistato il terzo titolo internazionale consecutivo, ma la mancanza di un'evoluzione nel gioco delle Furie rosse, nel loro approccio estetico, è emersa chiaramente ai Mondiali dello scorso anno, quando furono eliminate prima della loro terza partita della fase a gironi del torneo.

La squadra di Vicente Del Bosque ha rimediato conquistando una facile qualificazione ad Euro 2016, come vincitrice del Gruppo C. Tuttavia la qualità delle avversarie era poca roba, visto che non c'era un'avversaria fra le prime 25 Nazionali al mondo, e il problema sussiste, poiché mentre il gioco del calcio si è evoluto, la Spagna continua a non averne uno. Il Barcellona però un gioco ce l'ha, eccome. Sotto la guida di Luis Enrique, i catalani praticano un calcio più diretto, con l'obiettivo di far arrivare la palla il più velocemente possibile ai propri attaccanti (la vittoria del Clasico dello scorso anno con Luis Suarez è l'emblema di questo cambiamento nello stile di gioco). Nonostante questo, la Spagna appare ancora ancorata al proprio vecchio stile di gioco.

Naturalmente, non disporre in attacco di campioni come Lionel Messi, Luis Suarez e Neymar è un notevole svantaggio. La naturalizzazione di Diego Costa era stata fatta con l'obiettivo di dare qualcosa in più al reparto offensivo della Spagna, ma dopo la figura disastrosa degli ultimi Mondiali l'attaccante del Chelsea non si è poi mai ripreso completamente. La giovane stella del Valencia, Paco Alcacer, a segno 5 volte durante le qualificazioni ad Euro 2016, offre una speranza per il futuro, ma il ragazzo deve ancora dimostrare il suo valore ad altissimi livelli. Inoltre, il problema della Spagna sembra più di tipo tattico, filosofico.

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Infatti vale la pena notare che la Germania, pur essendo stata inserita in un girone di qualificazione ad Euro 2016 più competitivo e difficile, eguaglia la Spagna nel possesso palla (67%) e nella percentuale di passaggi riusciti (93%). La differenza fondamentale fra le due Nazionali sta però nel fatto che gli uomini di Joachim Löw hanno effettuato 39 conclusioni a rete in più delle Furie Rosse, superate in questa statistica anche da Ucraina e Bosnia).

Naturalmente, calciare in porta a ripetizione dalla distanza è parimenti inutile quanto passare il pallone per il puro gusto di farlo. Ma non è un caso che la Germania, la squadra vincitrice dei Mondiali in Brasile, sia stata la Nazionale dal grilletto più facile nelle qualificazioni ad Euro 2016: i tedeschi hanno una strategia chiara, utilizzando il tiro dalla distanza come strumento per infondere negli avversari un grande dilemma: continuare a difendersi bassi e rinunciare a cercare il goal, oppure avanzare il proprio baricentro, chiudendo i tiratori e prestando il fianco alle loro spalle alle giocate di maestri del passaggio come Toni Kroos e Mesut Ozil. Questa tattica non permette mai agli avversari di stare tranquilli, mentre il 'tiki-taka' può diventare rapidamente unidimensionale e quindi prevedibile.

La leggenda della Germania, Franz Beckenbauer, si era espresso in questi termini riguardo all'insistenza iniziale di Guardiola nel voler far giocare la sua attuale squadra, il Bayern Monaco, meglio del Barcellona. "Stiamo diventando inguardabili come il Barcellona. I giocatori cominceranno a passare la palla all'indietro, anche sulla riga di porta. Io ho una visione diversa del calcio. Se avessi la possibilità di colpire da lontano, soprattutto contro una difesa stretta, mi piacerebbe farlo. Questo è il modo più efficace di giocare".

La Spagna, nel momento del suo maggior splendore, esprimeva un calcio brillante proprio come quello del Barcellona. Ma forse, proprio come ha fatto il Barcellona, ora dovrebbe adottare un approccio più diretto e pragmatico al gioco: adottare una mentalità più tedesca e, occasionalmente, anche giocare, oseremo dire, un po' di più come l'Inghilterra!

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