In Champions League ha fatto ammattire Semedo a furia di scatti brucianti e dribbling, prendendosi complimenti e apprezzamenti: Alphonso Davies era uno sconosciuto fino a qualche tempo fa, ma ora lui e il suo Bayern Monaco non sono più un'incognita.
A soli 19 anni è già uno dei terzini sinistri più forti al mondo, nonostante sia stato pagato una 'sciocchezza' dai bavaresi che possono goderselo tutto in attesa di disputare la finalissima contro il PSG.
E pensare che qualche anno fa ci fu la possibilità di vedere Davies all'opera con un club italiano: il Milan. Merito di Giovanni Lorini, ex calciatore rossonero che attualmente collabora con i Milan Camp. Nel 2016 si trovava in Canada a Vancouver ed ebbe modo di osservare 'Phonzie' da vicino, come raccontato ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport'.
"Stavo lavorando in un camp milanista in luglio, ci invitano a vedere l’amichevole tra Whitecaps e Crystal Palace, inglesi. A metà ripresa, entra questo ragazzino, attaccante esterno. Mi colpisce subito come personalità, capacità di corsa e tecnica, è ambidestro e giovanissimo. Aveva 15 anni e mezzo. Mando una mail alla mia società: 'Questo ragazzo è da seguire'. La risposta è positiva, poi le strade del mercato sono strane".
A spaventare il Milan fu una richiesta economica giudicata troppo eccessiva per un 15enne.
"I Whitecaps l’hanno messo subito sotto contratto e le pretese erano elevate, sui sei milioni per un quindicenne. A noi era piaciuto, ma probabilmente anche al Bayern. Ho continuato a seguirlo anche personalmente. Ne ho parlato con qualche agente che ha cercato di proporlo ad altri club italiani ma il Bayern è stato più bravo. O più ricco".





