Amichevoli di lusso, Europei dietro l'angolo e futuro: Antonio Conte si prepara a vivere mesi di fuoco, sia per sè che per un'Italiachiamata a sfidare in 5 giorni Spagna prima e Germania poi.
Il ct, in conferenza stampa da Coverciano, ha dichiarato: "Mi è stato chiesto di fare chiarezza prima di Euro 2016 riguardo la mia posizione perchè il contratto era in scadenza. Ci ho pensato bene da tutti i punti di vista, sono stato un po' combattuto e quando sono stato convinto al 100% ne ho dato comunicazione al presidente.Tavecchio mi ha voluto qui, mi ha scelto, per questo motivo l'ho voluto comunicare solamente a lui. Non gli ho detto dove andrò successivamente, gli dovevo solo un tipo di comunicazione.
Devo comunque dire che è difficile dire basta ad andare avanti con un gruppo col quale mi sono trovato molto bene, in poco tempo tanti ragazzi sono riusciti a fare quello che chiedevo. Dopo la qualificazione ad Euro 2016 lo scorso ottobre avevo pensato di andare avanti, ma successivamente le cose sono state tropp dure, ho avvertito troppa difficoltà. Stare in garage è dura, quando sei in garage senti troppo lontano l'odore dell'erba. Vediamo cosa mi riserverà il futuro, se c'è qualcosa di bello all'estero o in Italia".
Nessuna voglia di parlare del futuro al Chelsea: "In questo momento non mi seduce ed intriga nulla, sono il ct della nazionale e sono ben lieto di esserlo. Questa con la nazionale è stata un'esperienza fantastica che mi ha completato sotto tanti punti di vista. Mi ha insegnato ad organizzare il poco tempo per lavorare coi ragazzi, mi ha insegnato ad intrattenere rapporti anche per poco tempo coi calciatori. Ho sempre invidiato gli allenatori che hanno rappresentato l'Italia nelle manifestazioni importanti, adesso toccherà a me e sono contento di questo".
Ma il pensiero è fisso verso Euro 2016: "Non è assolutamente un addio al calcio italiano, perchè col calcio italiano sono cresciuto e sino a questo momento ci ho giocato, vincendo e perdendo. E' inevitabile che poi valuterò cosa accadrà in futuro. Al momento ho tanta voglia di lavorare, mi eccita il pensiero di Euro 2016, appuntamento al quale stiamo lavorando da due anni. Sono bello carico e pronto a lavorare al massimo. Si tratta di una esperienza che potrebbe capitare una sola volta nella vita, quindi sento grande responsabilità".
Dove c'è la convinzione di poter fare bene: "Sappiamo che sulla carta ci sono altre nazionali più forti rispetto a noi, ma sappiamo che col lavoro e con l'essere squadra possiamo colmare qualche gap che abbiamo in questo momento. Non penso che il mio addio anticipato tolga motivazioni. E' vero che lavoro su quelle, ma non c'è da dimenticare l'aspetto fondamentale, che è quello tecnico-tattico. Le motivazioni a mio modo di vedere possono influire il 20%. Generale? O lo si è sempre o non lo si è mai".
Qualche piccola stoccata nei confronti del movimento calcistico italiano, che a suo modo di vedere l'ha un po' ostacolato nel suo percorso: "Ci sono delle situazioni nelle quali si è incudine e nelle quali si è martello. In questo caso siamo incudine e ne prendiamo atto. Bisogna capire che il ruolo di commissario tecnico è un'incudine, lo sarà anche colui che verrà dopo di me. Bisogna farsene una ragione. Dispiace perchè dopo un fallimento mondiale si era partiti tutti con entusiasmo ed invece successivamente abbiamo fatto come dei gamberi.
Il mio punto di riferimento rimane Tavecchio, se lui mi dice che alcune cose sono state riviste ne devo prendere atto. La cosa che mi è più dispiaciuta è stata vedere in questi due anni che tutto quello che è stato fatto o non fatto è stato considerato contro o con me, ma la Nazionale è di tutti non certo mia. Quindi se si fosse fatto qualcosa non era a favore mio, ma a favore di tutto il paese calcistico. Ma andare sul nome fa ovviamente più appeal".
In ricordo di Pietro Lombardi, detto 'spazzolino': "Mi sembra doveroso ricordare il mitico 'spazzolino', una figura che rimarrà sempre nei nostri cuori. E' una presenza che ci mancherò, Coverciano era casa sua, ha partecipato a quasi tutte le spedizioni della Nazionale. Adesso insieme ai ragazzi faremo qualcosa per ricordare Pietro Lombardi".
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A chi gli chiede perchè non abbia ancora atteso prima di dire addio alla Nazionale, Conte risponde seccamente: "Se avessi portato avanti la decisione di non dire nulla mi avrebbero accusato di mancanza di rispetto e di considerazione nei confronti del popolo italiano. Non si è abituati forse ad avere a che fare con persone che parlano chiaro e quindi ci si trova spiazzati. Spesso c'è troppa mancanza di chiarezza, ed a me non piace. A mio modo di vedere la trasparenza nella vita, così come la correttezza, pagano. A volte sono un po' fumantino, ma sono orgoglioso di come sono".
E' al contempo orgoglioso di avere fatto ritrovare a molti la voglia di vestire la maglia azzurra: "In questi periodi ho insistito sulla maglia azzurra, sulla necessità di avere di nuovo grande voglia di vestire questa maglia. E penso che i risultati siano stati ottimi, perchè nel bene e nel male si viene oggi in Nazionale con grande voglia. Se c'è qualcuno infortunato è dispiaciuto di non essere con noi, e questi sono valori importanti che nell'ultimo periodo a mio modo di vedere si erano un po' persi".
E di aver fatto crescere insieme a Sacchi tutto il settore azzurro: "C'è un gruppo di calciatori che sta crescendo e che possono fare bene. Bisognerà sicuramente proseguire nel lavoro. C'è anche un settore giovanile che in questi 6 anni ha fatto dei progressi importanti. L'altro giorno c'è stata una qualificazione con l'Under 17, speriamo di poterlo fare anche con l'Under 19. Credo che il lavoro svolto sia sotto gli occhi di tutti, ma pensiamo anche al presente".
Non c'è ancora una data riguardo l'inizio del ritiro pre europeo perchè conserva ancora la speranza che possa essere spostata la data della finale di Coppa Italia: "Non ho preso ancora una decisione riguardo l'inizio del ritiro perchè ho ancora una piccola speranza che ci possano essere dei cambiamenti. Nel momento in cui non ci saranno cambiamenti dovrò cambiare anche il numero di giorno di riposo. Spesso si parla di tutela dei calciatori, ma in questo caso non sta avvenendo. Non stavo chiedendo dei giorni in più per averne di più a disposizione, ma solo per avere i calciatori un po' più sollevati e brillanti dal punto di vista mentale. Ripeto, se il presidente mi dirà che la finale si giocherà il 21 maggio ci saranno dei cambiamenti".
Contro Spagna e Germania c'è la volontà di testare la forza della sua squadra contro una delle favorite per Euro 2016: "Mi aspetto un impegno probante contro la Spagna, ho voluto queste due amichevoli contro due delle favorite perchè mi interessa capire il livello della mia squadra. Speravo di poter avere tutti gli effettivi a disposizione in questi testi indicativi. La Spagna è una squadra di qualità, viene da vittorie e vittorie, ha fallito solamente agli ultimi mondiali uscendo al primo turno. Ma parliamo di un movimento in continua evoluzione".
Verso la fine della conferenza ecco arrivare una piccola ammissione riguardo il proprio futuro al Chelsea: "In questo momento il calcio inglese è molto ambito sia da calciatori che allenatori, la Premier League è un campionato interessante sotto tutti i punti di vista, ma l'ho detto anche in passato. Per adesso Premier e Liga sono i più interessanti in Europa come tornei. Noi abbiamo la nostra Serie A, anch'essa competitiva ed interessante. Per adesso ho sempre allenato in Italia, ma non ho mai nascosto la mia voglia in futuro di confrontarmi con altri paesi. Se poi accadrà a breve o più tardi, di sicuro accadrà".
A proposito di Premier League, gli viene chiesto di Ranieri e del Leicester: "E' chiaramente una cosa positiva, Claudio sta facendo un percorso simile al mio, anche lui ha detto in passato che gli piace sentire il contatto quotidiano col campo. Nella sua carriera ha ricevuto meno di quello che ha dato a livello di trofei pur avendo allenato grandissime squadre in tutta Europa. E' una persona perbene che fa del lavoro e del sacrificio la sua cultura, ho grande rispetto per lui e spero che la sua favola possa realizzarsi".
Riguardo le convocazioni, c'è la conferma che verranno chiamati in causa giocatori in grado di poter occupare più ruoli: "Non mi sono sentito al telefono con Pirlo, con lui non è necessario vista la stima che ci tiene legati. Sto facendo delle valutazioni in questo doppio match, non dimentichiamo che l'avrei dovute fare anche in precedenza. Non ho potuto e mi ritrovo a due mesi di distanza dagli europei a vedere con occhi miei se alcuni calciatori possono entrare a far parte di una determinata rosa.
Non dimentichiamo che è importante anche capire che tipo di calciatori prendere in considerazione, mi serve gente eclettica che non è specifica di un solo ruolo. Essendo un torneo breve, ho bisogno di calciatori che sappiano giocare in più ruoli. Valuterò per esempio se uno come Thiago Motta può entrare a far parte di questo gruppo: le mie decisioni riguarderanno le caratteristiche specifiche dei giocatori".
Conclusione su Bernardeschi, una delle due novità insieme a Jorginho: "E' qui perchè è una voce che arriva dal campionato, come Jorginho. C'erano anche altre voci che potevo prendere in considerazione, ma non potevo arrivare a 40 calciatori. Bernardeschi è qui per merito, non c'è nessun premio perchè non c'è tempo da perdere. Voglio tastarlo, voglio capire se è un calciatore che può essere utile già per il presente della nazionale e non solo per il futuro. Una cosa è vedere il calciatore, una cosa è allenarlo. Mi è piaciuto anche per come sa sacrificarsi".


