Belgio, Svezia ed Eire. Queste saranno le prime tre avversarie di Francia 2016 regalate all'Italia dall'urna di Parigi ritenuta dai più quasi benevola. Il Ct Conte, però, ovviamente non ha intenzione di sottovalutare nessuno ed a caldo, intervistato dal 'Corriere della Sera', si guarda bene dal farlo.
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"Il Belgio è una delle favorite, non per il girone ma per la vittoria finale. La partita di Bruxelles è stata decisa da episodi sfavorevoli, mi auguro che a Lione sia una gara simile: a viso aperto, intensa. Con un risultato differente. La Svezia ha Ibrahimovic. È fantastico e può far pendere sempre l’ago della bilancia come ha dimostrato ai play-off. È straordinario: mi avrebbe fatto piacere allenarlo.
L’Italia del Noi è contro tutti, non solo contro Zlatan. Perché anche il Belgio ha individualità molto forti. Pensare col Noi è l’unico modo che abbiamo per toglierci delle soddisfazioni. Ma questo è già stato recepito e metabolizzato dai giocatori", sottolinea Conte.
Anche l'Italia, comunque, sembra incutere un certo timore agli avversari: "Sia il Portogallo che il Belgio ci hanno affrontato negli ultimi mesi in amichevole e hanno visto che siamo una squadra organizzata, che ha un’idea. E che può crescere ancora, sicuramente non fa piacere a nessuno incontrare l’Italia. Di questo sono convinto".
Così come dell'utilità del tanto discusso stage da effettuare a febbraio: "Penso che sarebbe importante per riuscire a convocare dei giocatori giovani che si stanno mettendo in evidenza, non devo chiamare chi ha 50 presenze in azzurro, ma voglio capire se i vari Berardi, Sturaro e Bernardeschi sono già il presente oppure saranno utili in chiave di preparazione ai Mondiali.
Mi è stato detto che l’attività agonistica finisce il 15 maggio. È essenziale ed è la prima cosa che ho chiesto al presidente, ho avuto rassicurazioni. Ci vogliono 6-7 giorni di riposo e poi 15-20 giorni per arrivare all’Europeo nella giusta maniera, potremmo dover fare 7 partite e bisogna correre più degli altri. Ci riusciremo solo lavorando, non per mano divina".
Le porte, in ogni caso, sono aperte a tutti: "Il gruppo che mi ha portato qui a Parigi è sano, forte, con passione e voglia. Questa è la base della Nazionale e chi vuole entrare deve dimostrare tanto. Prima di cambiare un nucleo di sani principi aspetto grandi prestazioni. Non ho preclusioni verso nessuno, ma tra il dire, il fare e lo scrivere c’è una bella differenza. Mancano anche 5 mesi e faremo grande attenzione a quello che dice il campionato. La Nazionale non è chiusa. Ma che sia chiaro, prendersi la maglia azzurra non sarà una passeggiata di salute per nessuno".
Conte, infine, non si pone limite proprio come fatto ai tempi della sua prima Juventus: "Abbiamo l’ambizione di non porci dei limiti e di provare a fare qualcosa di straordinario. Non mi sono mai posto degli obiettivi minimi, sarebbe stupido. Sarò contento se avremo dato tutti il nostro massimo, qualsiasi esso sia. Se ci guarderemo negli occhi lo capiremo. Anche perché questi sono tornei molto stancanti e ci devi arrivare con la birra in corpo, con la giusta mentalità.
Anche quattro anni fa nessuno considerava la Juventus per lo scudetto. Ci siamo detti: diamo tutto e poi vediamo. Ma ci sono anche delle differenze, lì lavoravo ogni giorno su tecnica, tattica e testa dei giocatori. Però ho dei ragazzi che sono delle spugne ed è per questo che sono positivo".


