Il Chievo , dopo aver perso nel primo tempo Bastien, nella ripresa resta in 9 uomini contro la Juventus per l'espulsione di Fabrizio Cacciatore al 62', reo di aver fatto all'arbitro il gesto delle manette.
Tutto inizia con un contatto nell'area della Juventus fra Cacciatore e Asamoah, che con un'energica spallata mette giù il difensore, rischiando il calcio di rigore.
Il gioco prosegue e Cacciatore resta a terra, e viene soccorso dallo staff medico. Così, quando si rialza, è invitato da Maresca a lasciare il rettangolo di gioco e ad aspettare la battuta del calcio d'angolo conquistato dalla Juventus prima di rientrare.
Il giocatore allora esce dal campo e perde la testa, facendo più volte il gesto delle manette e venendo espulso dall'arbitro su segnalazione del guardalinee.
"I sanitari non sono mai arrivati, - ha sostenuto il tecnico del Chievo Maran ai microfoni di 'Mediaset Premium' nel post partita - il giocatore doveva restar dentro, non è stato perso tempo, non vedo perché doveva uscire, al di là del gesto che ha sbagliato".
"Anche se entrano i sanitari, - ha tenuto a sottolineare - se il tempo è breve, il giocatore non deve uscire. Di sicuro non doveva uscire dal campo, al di là dal gesto".
Nessuna polemica comunque verso Maresca: "Quando produci tanto sforzo e vedi tanta fiscalità, - ha dichiarato Maran - sono episodi che possono essere giudicati in un modo o nell'altro, non voglio giudicare gli episodi perché non lo faccio mai. Solo che restando in nove in una gara come questa poi finisci la gara con grande rabbia. Ma ne prendi atto, non voglio parlare degli episodi".



