L'autobiografia di Giorgio Chiellini ha già fatto molto discutere, ora però escono nuovi estratti destinati a fare altrettanto rumore in cui il capitano della Juventus tesse le lodi di Mauro Icardi.
Chiellini infatti ritiene l'argentino uno degli avversari più forti mai affrontati e tira un sospiro di sollievo nel non doverlo affrontare ancora con la maglia dell'Inter.
Il capitano della Juventus quindi prova a spiegarsi il motivo per cui l'Inter ha deciso di fare a meno di Icardi."Tra i grandi avversari che ho incontrato, stimo molto Icardi, che dentro l’area è ai limiti dell’immarcabile, un serpente pure lui. Lo definirei impressionante. Poi Mauro contro la Juve ha segnato spesso, questo mi fa male. Ma Mauro è anche un ragazzo buono, ne sono convinto... E' un centravanti di caratura mondiale, anche se forse gli manca qualcosa a livello di gioco di squadra. Per capirci, è un Trezeguet ma con caratteristiche diverse, letale in area e migliorabile fuori. Un finalizzatore classico, molto diverso da centravanti come Dzeko, Benzema, Higuain, Lewandowski, tutta gente che partecipa molto di più alla manovra".
"All’Inter dev’essere successo qualcosa, lo dico da fratello maggiore, ci separano nove anni. Immagino non abbia gestito bene certe situazioni interne, forse ha forzato un po’ troppo la mano, ma dal punto di vista sportivo mi chiedo come un campione del genere non sia rimasto in nerazzurro quindici anni segnando altri 200 goal; poi, da juventino mi dico che per fortuna non è successo... ma ve l’immaginate l’Inter con Icardi insieme a Lukaku e Lautaro?".
Secondo Chiellini insomma non ci sono dubbi, dietro la cessione dell'argentino non ci sarebbero ragioni tecniche.
"Su Icardi devono essere scattate altre dinamiche interne, e se due persone come Marotta e Conte hanno deciso di fare a meno di Icardi un motivo lo avranno avuto. Probabilmente era la decisione più giusta da prendere, però Maurito è un numero 9 che sposta l’equilibrio, anche senza avere vinto niente, per adesso. Mai avuto dubbi sul fatto che avrebbe segnato tanto anche in Francia".

