GOALI tifosi del Milan lo ricordano per la breve e incolore parentesi in maglia rossonera della stagione 2014/15, ma quella di Marco Van Ginkel è una storia di sfortuna e resilienza, di lotte continue contro un destino beffardo.
Il centrocampista olandese cresce calcisticamente nel Vitesse fino al 2013, quando le sue prestazioni catturano l'interesse di Roman Abramovich, che decide di portarlo in Premier League nel suo Chelsea per 10 milioni di euro.
La 'dea bendata' volge però subito le spalle al giovane talento, che dopo sole due partite vede cedere il legamento del proprio ginocchio e vede svanire la sua carriera in maglia Blues: da questo momento inizierà per lui una serie interminabile di infortuni e prestiti, nel vano tentativo di rilanciare un giocatore dal fisico di cristallo.
GettyNella sua unica esperienza al Milan il rapporto con Filippo Inzaghi non decolla e nonostante le 18 presenze (con un solo goal segnato alla Roma) il prestito secco termina senza nuove trattative per un eventuale prolungamento del rapporto.
Arriva così un nuovo prestito, questa volta in Inghilterra allo Stoke City, ma anche qui fatica terribilmente a ritagliarsi un posto in squadra. Nel 2016 allora la decisione di tornare in patria per vestire la maglia del PSV Eindhoven, la squadra con cui vincerà due volte il campionato olandese.
Un successo che spinge il Chelsea a puntare ancora su di lui, ma sulla panchina Blues è arrivato nel frattempo Antonio Conte, che non vede il centrocampista olandese all'interno del suo progetto: da qui la decisione del ritorno al PSV, dove vive probabilmente la sua migliore stagione fin qui in carriera con ben 14 reti in 28 presenze nella nuova posizione da trequartista.
Sarà però una breve oasi di pace in una carriera fatta di imprevisti: rientrato in estate al Chelsea il giocatore decide di operarsi nuovamente a quel ginocchio che non gli dà pace ed è qui che arriva lo stop più lungo.
"Dopo un primo intervento chirurgico sembrava tutto ok, ma il destino mi ha colpito ancora dopo tre settimane. Mi è stato detto che avevo un’infezione grave e aggressiva: mi sono ammalato e il ginocchio si è gonfiato“.
Un vortice di complicazioni lo tiene lontano dai campi per ben 18 mesi, quando è tornato ad allenarsi: arrivano tre operazioni in sei giorni ed è proprio in questo periodo che piomba nella sua vita il fantasma della depressione.
"Sono diventato depresso a quel punto - ha raccontato in un'intervista rilasciata a NOS- quando ho saputo che tutto doveva essere rimosso ancora una volta. Avevo bisogno di un’altra operazione, ma non sapevo quando. Il mio ginocchio doveva essere pulito per rimuovere l’infezione. Ho attraversato un momento cupo".
Dopo sette difficili anni Van Ginkel lascerà il Chelsea, con cui ha collezionato solamente quattro presenze tra prestiti e infortuni. Il sogno nel cassetto di tornare protagonista con i Blues, purtroppo, rimarrà irrealizzato.
"Smettere non è una parola nel mio dizionario, ma ho avuto molti giorni fastidiosi dietro di me. Mi sento ancora come un giocatore del Chelsea", le sue parole proprio prima dell'ultimo prestito, ancora una volta al PSV.
A 28 anni e con quasi 2 anni di inattività sulle spalle, il 13 gennaio 2021 ha giocato contro l'AZ gli ultimi minuti di gara, nella gara di Eredivisie con la maglia del PSV.
Ha poi gradualmente ritrovato il campo e, passo dopo passo, anche la fiducia dell'allenatore Roger Schmidt - oggi tecnico del Benfica - che lo ha posto al centro del progetto, fino a farlo giocare nelle ultime tre partite di campionato.
Nell'estate dello stesso anno, Il PSV lo ha acquistato a titolo gratuito - con firma fino al 2023 - dal Chelsea e lo ha reso anche capitano della squadra.
Nell'annata 2021/22 ha trovato grande continuità inanellando 38 presenze stagionali, di cui 23 in Eredivisie. Con la partenza di Schmidt destinazione Lisbona, sulla panchina del PSV è arrivato Ruud Van Nistelrooy. Tuttavia dopo sole tre apparizioni nei preliminari di Champions League, un nuovo problema al ginocchio l'ha costretto ai box. Ancora una volta.



