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Andrea Agnelli, Juventus, Serie A, 03282017Getty Images

Caso Agnelli, cosa rischiano il presidente bianconero e la Juventus

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E' partito nella giornata di venerdì 15 settembre 2017 il processo ad Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Il numero uno bianconero, autore della rinascita di Madama nell'ultimo decennio, è finito nell'occhio del ciclone nell'ambito del 'caso biglietti'.


DI COSA È ACCUSATO


Il processo sportivo, partito dall'inchiesta penale 'Alto Piemonte', si occupa della cessione di un consistente numero di biglietti da parte della Juventus a un gruppo di ultras che li avrebbe poi utilizzati per bagarinaggio. Ci sarebbero state infiltrazioni della 'ndrangheta nella curva bianconera, Agnelli è imputabile di culpa in vigilando perché non avrebbe impedito a dirigenti, tesserati e dipendenti di avere rapporti con gli ultras e soprattutto gli esponenti della malavita organizzata.


LA RICHIESTA FIGC


Nello specifico, nel corso del processo, la Procura della FIGC ha richiesto una pena di due anni e mezzo di inibizione per il numero uno della Juventus, per i suoi rapporti non consentiti dal regolamento con ULTRAS bianconeri e per la conseguente violazione degli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi).

Insieme al presidente bianconero sono stati deferiti anche la Juventus per responsabilità diretta, l’ex direttore commerciale del club Francesco Calvo, l’addetto alla sicurezza Alessandro Nicola D’Angelo, e il responsabile del ticket office Stefano Marulla.


COSA RISCHIA AGNELLI


In caso di condanna il presidente della Juventus per il periodo di due anni e mezzo di inibizione non potrà esercitare le sue funzioni ma non decadrà dalla carica.

Intanto Agnelli, per il momento, non rischia niente a livello europeo dove la recente elezione alla presidenza dell'ECA non è in discussione. E anche il suo ruolo nell'esecutivo UEFA verrà intaccato solo dopo il terzo grado e nel caso in cui la FIGC decidesse di trasmettere l'eventuale condanna definitiva in Europa.

L'avvocato Grassani a Goal è stato chiaro: “Rappresenta senz'altro una richiesta pesantissima, probabilmente senza precedenti per questioni diverse dagli illeciti sportivi, che impedirebbe al Presidente Agnelli l'esercizio di tutte le attività rilevanti per l'ordinamento sportivo (titolarità di cariche rappresentative, svolgimento di trattative per il trasferimento dei calciatori, sottoscrizione di documenti rilevanti in ambito FIGC, accesso sul terreno di gioco e nell'area degli spogliatoi), ma non di quelle proprie di un Presidente del C.d.A di una qualsiasi società per azioni quotata in borsa in ambito non sportivo.

Conseguentemente, le eventuali dimissioni rappresentano un atto ma non dovuto né obbligatorio”.


COSA RISCHIA LA JUVENTUS


Nessun rischio per la Juventus in termini di sanzioni importanti (leggasi punti in meno in campionato o trofei revocati), ma la Procura della FIGC ha comunque chiesto che la Juventus disputi due gare a porte chiuse, un'ulteriore gara con la Curva Sud chiusa ed un'ammenda di 300.000 euro per il club bianconero.
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