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Russia World Cup 2014 06222014Getty Images

Brasile 2014, l'ombra del doping sulla Russia di Capello

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L'incubo doping rischia di travolgere la Russia a meno di un anno dall'inizio dei Mondiali 2018 in casa. Secondo quanto riporta il quotidiano inglese 'Daily Mail', infatti, tutti e 23 i componenti della rosa della squadra che sotto la guida di Fabio Capello prese parte ai Mondiali 2014 in Brasile, e altri 11 calciatori professionisti locali, sarebbero finiti sotto inchiesta FIFA con il sospetto di aver fatto uso di sostanze illecite per alterare le proprie prestazioni sportive.

La situazione è senza dubbio grave, e lo appare ancora di più se si considera che 5 dei 34 calciatori complessivamente indagati, ovvero Kanunnikov, Glushakov, Akinfeev, Samedov e Zhirkov fanno parte anche della Nazionale di Chechesov che in questi giorni sta giocando la Confederations Cup.

Il sospetto del massimo organismo calcistico mondiale è che anche la Nazionale di calcio potesse far parte di quel 'sistema di doping statale' diretto dal Ministero dello Sport e scoperto dalla WADA ('World Anti-Doping Agency') nel 2016. Grazie all'inchiesta dell'Agenzia mondiale anti-doping fu scoperto l'utilizzo di sostanze dopanti da parte di un migliaio di atleti appartenenti a diverse discipline. 

Centodiciotto degli atleti coinvolti furono poi esclusi dalle Olimpiadi brasiliane del 2016 e nacquero pesanti sospetti anche sui Giochi olimpici invernali disputati proprio in Russia, a Sochi, nel 2014.

Nel suo comunicato, la FIFA, precisa che i giocatori russi vennero "tutti sottoposti a controlli a sorpresa su sangue ed urina"; ma nonostante ciò "i campioni organici sono stati inviati affinché venissero analizzati in un laboratorio di Losanna accreditato presso la Wada".

Ai Mondiali brasiliani la squadra di Capello non andò oltre la fase a gironi, piazzandosi al 3° posto nel Gruppo H dietro Belgio e Algeria. La Russia ottenne appena 2 pareggi contro i nordafricani e la Corea del Sud, e fu sconfitta di misura dai Diavoli Rossi di Wilmots. 

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