Fin quando la matematica non condanna. Se c'è ancora l'aritmetica. E così via. La frase di chi a fine campionato è consapevole della propria posizione in classifica e dei pochi punti a disposizione per tentare l'impresa delle imprese. Che al 90% delle volte non si verifica. E se si parla di Benevento la percentuale si alza di nove punti e più.
Sì perchè dopo la sconfitta contro l'Atalanta la squadra di De Zerbi è in teoria ancora in Serie A: la SPAL non è riuscita a battere il Chievo e a rendere realtà la prima retrocessione matematica in B, ma la compagine campana è già virtualmente tornata nella seconda serie.
A cinque giornate dal termine e con quindici punti totali a disposizione, infatti, il Benevento si trova proprio a quindici punti dal quartultimo posto occupato dalla SPAL: gli scontri diretti (un 2-0 a testa per le due neopromosse della scorsa primavera) permettono ai giallorossi di rimanere a galla almeno fino a domenica.
Se il primo e il secondo criterio in caso di arrivo a pari punti (scontri diretti e reti negli scontri diretti) vedono SPAL e Benevento eguali, il terzo fa sorridere la squadra di Ferrara, mentre il Benevento più che disperata è oramai consapevole di dover ricominciare dalla Serie B dopo il primo storico campionato di A in cui ha cominciato a carburare veramente troppo tardi.
-50 la differenza reti per il Benevento, -22 per la SPAL: una distanza siderale che Diabatè e soci dovrebbero coprire in cinque giornate. In soldoni significa vincere cinque partite su cinque con punteggi assurdi e sperare in cinque sconfitte su cinque dei ferraresi. Con punteggi assurdi a loro sfavore. E nemmeno questo potrebbe bastare, viste le altre squadre in gioco.
Se al Benevento manca solo l'aritmetica che potrebbe arrivare già sabato con la partita tra SPAL e Roma, per il resto la lotta salvezza non ha ancora risparmiato nemmeno Bologna e Genoa, a dieci punti dal terzultimo posto ma non ancora ufficialmente salve. Insieme a loro altre sette pericolanti.



