Una vecchia conoscenza della nostra Serie A, dove ha vestito per anni le maglie di Udinese, Bari e Torino, ma pochi ricordano che nel passato di Paulo Vitor Barreto c'è stato anche il Milan, per una breve parentesi nel settore giovanile.
Attaccante brasiliano classe '85, nato a Rio de Janeiro ma arrivato in Italia a soli 13 anni grazie al Treviso, che lo scopre nella metropoli sudamericana e lo porta in Veneto per farlo crescere nel proprio settore giovanile.
GettyUna crescita costante fino al 2002, quando viene ceduto in prestito al Milan, che lo aggrega alla propria formazione Allievi: proprio con la maglia del Diavolo si rende protagonista vincendo il trofeo del Torneo Città di Arco, battendo in finale i pari età della Fiorentina.
Non basta però per una riconferma in rossonero. L'anno successivo il Treviso lo richiama alla 'casa madre' per promuoverlo in prima squadra: nella stagione 2003-04 fa il dunque il suo esordio in Serie B accanto ad altri attaccanti come Reginaldo e Anaclerio, totalizzando 7 presenze in totale.
La definitiva consacrazione arriverà successivamente con l'Udinese, con cui collezionerà 11 reti in 76 presenze. La sua avventura più bella resterà però quella al Bari, dove metterà in archivio ben 43 goal in 78 partite. La stagione migliore in termini realizzativi la vive con Antonio Conte in panchina: 23 goal e promozione in Serie A.
"Antonio Conte, il migliore in assoluto. Nel 2008-2009 era alle prime armi ma si vedeva già che era un fenomeno: con lui giocavamo un gran calcio e salimmo in A".
L'anno dopo a Bari arriva Ventura, ma Barreto continua a segnare e vive una stagione da sogno in Serie A, con 14 goal e decimo posto finale in classifica. La doppietta all'Inter del Triplete, il 3-1 alla Juventus. Un'annata indimenticabile.
"C’erano Bonucci, Ranocchia, Almiron e tanti altri. Quella era una signora società. Contro i nerazzurri allenati da Mourinho, che quella stagione fecero il triplete, firmai una doppietta su rigore ma poi loro pareggiarono. Contro la Juve invece la partita la vincemmo noi 3-1. Ah, la stagione successiva un gol lo feci anche al Milan".
Barreto arriva al top, ma sono gli infortuni a frenarlo. Troppi infortuni, prima al ginocchio e poi a livello muscolare. Nel 2015 passa addirittura dalla Serie A col Torino alla Serie D col Venezia nel giro di qualche mese.
"Ventura mi ha voluto poi non mi ha fatto giocare mai. Ma non mi lasciava andar via. E sono rimasto fermo. La mia famiglia è a Udine, sono vicino. A Venezia è come se fossi tornato a casa. Gli avversari su questi campi mi guardano come fossi un extraterrestre, così almeno mi spiego".
Le cose però non vanno bene nemmeno a Venezia e Barreto gioca appena cinque partite prima di fermarsi, stavolta definitivamente. Rimane fermo per ben 4 anni prima di rimettersi in gioco al Gozzano, in Serie C.
"Ho avuto problemi seri, le cure fra Italia e Spagna con gli ormoni della crescita, mi sono strappato i muscoli davanti, dietro, dovunque. Alcuni non ci sono praticamente più. Dove sarei potuto arrivare senza infortuni? Difficile dirlo, sicuramente non sarei sparito per quattro anni".
Riparte ma si ferma ancora. Per Barreto non sembra esserci più pace. Quattro presenze col Gozzano e via a gennaio 2020, senza lasciare il segno. Oggi, a 37 anni, si trova senza squadra.
