Come accaduto nel 2014 contro il Napoli, la Juventusa Doha cade nuovamente ai rigori e manca l'appuntamento con la Supercoppa Italiana. Questa volta, con tanti saluti ad un pronostico pressoché scontato, a trionfare è il Milan. I bianconeri salutano il Qatar con una delusione cocente, meritata visto quanto proposto affrontando i rossoneri.
Ma se il dischetto rappresenta sempre una lotteria, come amano ricordare i saggi, Madama qualche limite strutturale lo ha palesato. La rosa, pur profonda e di qualità, richiede un'attenta valutazione; a breve e lungo termine. Nessun bisogno di creare una rivoluzione, lo sanno i dirigenti di corso Galileo Ferraris e lo sa Max Allegri, il quale dal mercato invernale rimedierà almeno un centrocampista.
Quello che non convince, tuttavia, è come si stia comportando qualche cosiddetta seconda linea. Proprio a Doha, in concomitanza con lo stop atletico riscontrato da Alex Sandro, sono nati i problemi della Juventus. Patrice Evra, superato costantemente dall'ottima serata di Suso, sembra non averne più e, a meno di clamorosi colpi di scena, a giugno dirà addio al capoluogo piemontese.
L'esperto laterale francese non è mai riuscito a reggere il passo dello spagnolo, marcature larghe e tanta paura di essere saltato con facilità. Cosa che, in effetti, è accaduta spesso e volentieri. E se la corsia mancina piange, quella di destra sicuramente non ride. Stephan Lichtsteiner, proprio come l'ex Manchester United, sembra essere giunto a fine ciclo con la Vecchia Signora.
GettyIn questo caso, probabilmente, i mancati saluti estivi stanno pesando. L'a.d. Beppe Marotta, soprattutto in chiave Champions League, ha deciso di affidarsi alle qualità tecniche di Dani Alves e Juan Cuadrado, situazione che - giocoforza - non trova terreno fertile nei pensieri di un calciatore allergico alla panchina. A bocce ferme: baci-abbracci.
Insomma, coloro che hanno dominato le ultime cinque edizioni della Serie A, al termine della stagione dovranno rivedere attentamente il quadro laterali. A detta dei ben informati, sebbene il tutto sia catalogabile alla classica fase embrionale, la Juventus avrebbe iniziato ad osservare concretamente più profili, il che testimonia come gli stessi vertici bianconeri abbiano già un'idea di base.
La Supercoppa Italiana, vinta da un Milan affamato e in forte crescita grazie alle linee guida di Vincenzo Montella, ha messo a nudo alcune lacune zebrate. Nulla di trascendentale, sia chiaro, il tutto associabile al classico rinnovamento. Marotta e Paratici, muovendosi per tempo, in più riprese sono stati abili ad operare in funzione della lungimiranza e, indubitabilmente, quanto emerso in Qatar non passerà inosservato.

